Il Comune di Sona promuove iniziative per l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati

Il Comune di Sona intende dare attuazione ai principi contenuti negli art. 1 e art. 3 della Costituzione, che dichiarano, il primo, la centralità del lavoro quale elemento fondante della Repubblica e il secondo, il dovere delle istituzioni di adoperarsi per rimuovere gli ostacoli che creano diseguaglianze sociali ed economiche impedendo il pieno sviluppo della persona.

È stato pertanto colto lo strumento fornito dall’apertura del bando regionale AICT (Azioni Integrate di Coesione Territoriale) per la presentazione di interventi suggeriti e azioni per inserimento e reinserimento di soggetti svantaggiati.

Ai Comuni aderenti al progetto viene chiesto un partenariato di rete che consente di segnalare ai vari percorsi e bandi le persone svantaggiate attraverso il canale di reclutamento dei servizi sociali. Il Comune di Sona assieme agli altri Comuni aderenti al Patto territoriale Lavoro 22 con Valeggio Capofila, attraverso l’agenzia sociale Lavoro e Società, ha richiesto alla Fondazione Cariverona e all’Ussl 9 un cofinanziamento per supportare tale progetto.

“La Deliberazione della Giunta Regionale – sottolinea l’Assessore ai servizi sociali Elena Catalano – si pone la finalità di promuovere percorsi di inclusione sociale attiva volti all’occupazione e ricollocazione di lavoratori svantaggiati. In particolare, l’iniziativa vuole offrire a coloro che intendono reinserirsi nel mondo del lavoro interventi di accompagnamento al lavoro, formazione, tirocini e percorsi di autoimprenditorialità.”

I destinatari degli interventi sono adulti disoccupati con svantaggio collegato all’anzianità di disoccupazione, età, reddito, situazione familiare e presenza di disabilità.

Ai beneficiari degli interventi verrà riconosciuta un’indennità sulle ore frequentate di tirocinio e sulla percentuale di frequenza. I progetti avranno una durata massima di 16 mesi ed insisteranno su ambiti territoriali corrispondenti a quelli delle province.

“Queste sono azioni concrete a favore di soggetti svantaggiati – conclude l’Assessore Catalano – per un welfare di benessere di comunità. Strumenti mirati per fornire opportunità di lavoro e di crescita personale”.

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