Il bonus degli 80 euro non ha portato benefici elettorali al PD. Nemmeno a Sona

È passato oltre un mese dalle scorse elezioni politiche nazionali, che hanno decretato anche nel nostro Comune la vittoria della Lega di Salvini, allineata al dato Veneto che vede un vero trionfo del partito del Carroccio. E ci avviciniamo sempre di più alle elezioni amministrative: a Sona e in altri 600 Comuni si voterà il 10 giugno prossimo.

Alla luce, pertanto, dei risultati delle scorse elezioni nazionali, in questo intervallo di transizione abbiamo condotto un’analisi sui principali social network al fine di capire in che modo si stia delineando la campagna elettorale nel nostro territorio per le principali forze politiche.

Dalle ricerche fatte è emerso che gli utenti più attivi ad ora sono proprio i due unici (ad oggi) candidati Sindaco: l’attuale primo cittadino Gianluigi Mazzi e Maurizio Moletta, attuale Consigliere di minoranza, che attualmente è passato al Gruppo Misto; mentre riguardo alla pagina Facebook “PD Sona” gli ultimi significativi aggiornamenti sul nostro Comune risalgono allo scorso ottobre e dicembre.

Ed è proprio in questa situazione di effettivo e pesante stallo per il PD di Sona che i numeri resi disponibili dal Mef recentemente (consultabili qui) confermano che nemmeno nel nostro Comune il bonus IRPEF da 80 euro non ha arrecato benefici fiscali al partito guidato fino a prima del 4 marzo da Matteo Renzi.

Il bonus fiscale fu introdotto dal Governo Renzi nel marzo del 2014, poco prima delle elezioni europee, alle quali il PD ottenne lo storico 40% dei consensi in tutta Italia, mentre a Sona ha trionfato con il 35,81%.

Dopo circa quattro anni, incrociando i risultati elettorali del PD con il numero dei contribuenti che hanno percepito gli 80 euro in busta paga, si nota come questa combinazione di elementi abbia avuto effetti negativi per il Partito Democratico. Questo articolo non si propone di approfondire o mettere in discussione l’efficacia o meno del bonus fiscale, quanto piuttosto il suo impatto sui risultati elettorali, focalizzandosi su Sona.

In primis è opportuno verificare la concentrazione dei beneficiari di questo provvedimento, che ha caratterizzato circa il 28% dei contribuenti italiani (in valore assoluto, più di 11 milioni di persone).

Dalla mappa interattiva recuperata dal sito del Sole 24 Ore emerge che la concentrazione maggiore esplicitata dal colore arancione, in cui la percentuale di contribuenti che ha beneficiato del bonus è superiore alla media, si concentra nel Triveneto. Nel nostro Comune nel 2017 ha ricevuto gli 80 euro in busta paga il 32,78% dei contribuenti, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale, che è pari al 28,06%.

Incrociando, ora, le percentuali dei beneficiari del bonus fiscale e i risultati ottenuti dal PD, otteniamo il seguente risultato:

Sulla mappa vengono incrociati tre valori per ciascuno dei due elementi presi in considerazione. La fascia media è stata individuata sottraendo e sommando al valore medio un decimo di quest’ultimo. Detto altrimenti, avendo il PD ottenuto il 18,7% dei consensi a livello nazionale, appartengono alla fascia media relativa al voto ottenuto dal PD tutti quei valori compresi tra 18,7 ± 1,87.

Il colore nero sulla mappa virtuale corrisponde alla correlazione positiva tra il bonus 80 euro e il voto al PD. La correlazione positiva è presente soprattutto in Toscana, Emilia Romagna e Marche, e in qualche caso isolato nel Nord e Sud Italia.

Le zone in giallo sono quelle nelle quali la fiducia al Pd è stata incondizionata, ovvero dove l’ormai ex partito di Renzi ha ottenuto risultati superiori alla media nazionale anche se l’effetto del bonus 80 euro è stato percepito meno rispetto ad altre zone d’Italia.

Al contrario, le zone colorate di azzurro e blu sono quelle nelle quali il bonus 80 euro è stato tutt’altro che una “mancia elettorale”, come qualcuno l’ha definito: infatti, nonostante la percentuale dei beneficiari del bonus fiscale sia stata più alta del livello nazionale, il consenso raccolto dal Partito Democratico è stato minore.

A Sona, come negli altri Comuni della provincia di Verona, la percentuale dei beneficiari del bonus IRPEF è stata pari a 32,78% (maggiore del livello medio nazionale), ma il consenso del voto al PD è stato nettamente minore, pari a 14,03%.

Giusto l’anno scorso avevamo scritto che alle prossime elezioni a Sona il PD non potrà mai aspirare al ballottaggio da solo senza un candidato in grado di abbracciare la componente più “civica” dell’elettorato. Ad oggi, mentre il centrodestra sonese inciampa prima di iniziare, non possiamo che confermare quest’ipotesi; ma, stando così le cose, non possiamo nemmeno escludere la possibilità che una lista col simbolo del PD non si presenti proprio.

About Gianmaria Busatta

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, ha conseguito la maturità presso il liceo classico Don Mazza (VR) nel 2013, è laureato in Economia e commercio e frequenta il corso di laurea magistrale in Banca e finanza presso l'Università degli studi di Verona. Grande interesse per eventi culturali e politici, ha come passione più forte il cinema. Ha frequentato il corso Tandem "Cinema e letteratura" presso l'Università di Verona e i corsi "Capire il cinema" e "Scrivere cinema" presso la Biblioteca Civica di Verona.

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