Fonte del Campo, al via lo sgombero delle macerie post terremoto. E poi la ricostruzione, con la solidarietà di Sona

Cosa accade all’interno di una casa che subisce un terremoto? Sembra che ci sia stata una esplosione data da un ordigno posizionato nel centro della casa stessa. Le pareti, oltre ad avere perso l’intonaco ed avere delle evidenti crepe verticali , longitudinali e trasversali, sono spanciate verso l’esterno, come se una forza d’urto avesse esercitato una spinta inaudita. E questa forza, spingendo verso l’esterno, disassa i solai dalla loro sede naturale e li fa crollare all’interno della casa. Un’apocalisse.

Questo quello che ci è capitato di vedere domenica 28 Gennaio entrando in una casa di Fonte del Campo colpita dai due terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre 2016. Alcuni mobili e suppellettili sono ancora al loro posto da quella nefasta notte di Agosto. Sono pieni di polvere, alcuni rotti a metà, altri improvvisati e causali puntelli di pareti o parti del soffitto crollato.  Servizi di piatti, tazzine, bicchieri, posate ancora dentro i mobili, libri per terra, porte  contorte dalla forza della torsione. Volgi lo sguardo verso l’altro e vedi uno  squarcio di cielo azzurro, una porzione del cielo senza nuvole donato dalla natura ai cittadini di Fonte del Campo in questa domenica di fine gennaio. E’ una casa su due piani e quello che si vede non è certo il buco della canna fumaria di un camino o un lucernario. E’ un vero e proprio squarcio sul tetto e dal piano terra, attraverso un buco nel solaio della stanza superiore, si riesce a vedere proprio il cielo. Un vero e proprio foro passante irregolare creato da crolli a catena delle infrastrutture interne. Ci chiediamo cosa debba essere stata, per chi viveva in questa casa, la prima tremenda scossa. Terribile.

Si sente anche abbastanza nitido l’odore acre dell’umidità che si sta facendo strada all’interno della casa  non trovando più ostacoli nella sua discesa dal tetto verso terra e che si sta impossessando di tutto. Qui nel 2017 ci sono stati anche due metri di neve.  C’è un silenzio irreale, solo il rumore delle tue scarpe che pestano i calcinacci e le macerie. La nipote della signora che viveva li si guarda attorno sconsolata. In quella casa, che era della nonna, ci è cresciuta. Ha i suoi ricordi di infanzia, la casa era tutto un andirivieni di bambini di Fonte del Campo che si ammassavano attorno al tavolo da ping-pong durante le vacanze estive per giocare. I ricordi feriti a morte in questo modo meglio che se ne vadano il prima possibile. Prima che prendano il posto di quelli belli fino a quando il terremoto non si è portato via tutto.

Far sparire i ricordi significare dare seguito allo sgombero delle macerie da Fonte del Campo. Si sono succedute varie ordinanze, ogni volta sembrava la volta buona e poi invece arrivava la comunicazione della dilazione. E intanto il tempo passa, le cose rimangono immutate nella loro drammaticità, i ricordi violentati dalla forza della natura non generano sentimenti di gioia ma di dolore.

Sgomberare le macerie significa togliere il vincolo della Zona Rossa e liberare finalmente il paese dalla morsa delle macerie e  dall’impossibilità di fare qualcosa di concreto per la ricostruzione. Nel frattempo qualcosa si è fatto: i cittadini residenti di Fonte del Campo sono ora ospitati nelle SAE (Soluzioni Abitative Provvisorie). Non sono più sparsi negli alberghi della costiera adriatica. Pur in un contesto drammatico, sono tornati a vivere vicino al loro paese nativo, in aree create ad hoc nella cerchia immediatamente prospiciente alla zona rossa. Alcuni dl loro, aprendo le finestre della loro SAE, vedono le loro case massacrate dal terremoto e il campanile della chiesa che sta piano piano perdendo i pezzi ed è destinato a crollare. Le macerie se ne devono andare.

Gli occhi sono puntati su questi giorni. Dovrebbero (condizionale d’obbligo) essere quelli buoni per lo sgombero. Ci sono segnali concreti. Speriamo.

Nel frattempo i tecnici hanno fatto delle attività di microzonazione sismica nell’area. La microzonazione consiste in una rilevazione e catalogazione dei fattori di rischio dell’area presa in considerazione, con una pianificazione di eventuali interventi di sistemazione e messa in sicurezza. La microzonazione di Fonte del Campo ha messo in evidenza solo un rischio idrogeologico legato al passaggio del fiume Tronto nella parte bassa del paese. Una situazione che si trascina da tempo immemore, non legata ai recenti terremoti. Per questa problematica verranno fatte attività di pulizia e sistemazione degli argini e del letto del fiume.

Il luogo dove si trovava la vecchia sede è situato nella parte alta del paese. Quindi non in zona a rischio idrogeologico. Cosi come i SAE sono stati posizionati in posizione sopraelevate rispetto alla dislocazione del paese. Lo sgombero delle macerie e la chiusura della zona rossa sono quindi una tappa fondamentale. Anche per il futuro del progetto #solidarietaprofontedelcampo a cui le comunità di Sona, Sommacampagna, Povegliano Veronese, Castelnuovo Del Garda e San Pietro In Cariano hanno dedicato, stanno dedicando e dedicheranno molte iniziative di raccolta fondi.

Serve ora un segnale concreto, la nota di apertura dello spartito che dia il via alla ricostruzione della nuova sede dell’Associazione Vico Badio. L’obiettivo è dare un punto di aggregazione alle persone che ora vivono Fonte del Campo e ai non residenti che non vivono nel paese ma che sono originari di qui. Il loro affetto e la loro presenza nella comunità è garanzia di continuità di profonde amicizie, tradizioni  e legami. Sono parte della spina dorsale della comunità di Fonte del Campo. Nelle intenzioni la nuova sede potrà anche essere la casa di altre comunità vicine a Fonte.

Si è fatta tanta strada in questo anno e mezzo pieno di iniziative per Fonte del Campo. Una vera maratona solidale che ha visto nascere eventi ed iniziative sia all’interno delle singole comunità sia in rete, con collaborazioni condivise molte belle e coinvolgenti. Abbiamo fatto tanta strada assieme. E la parola ASSIEME ha un significato molto profondo. C’è molta attesa perché qualcosa si concretizzi. Un segnale dato dall’area della vecchia sede finalmente sgombera dalle macerie, un progetto di costruzione approvato, l’inizio di una opera primaria, la posa della prima pietra, altro. Qualcosa che dia un senso a quanto sin qui fatto con la raccolta fondi e che sia uno stimolo per far magari ripartire la macchina del sostegno.

La nostra visita a Fonte del Campo è servita proprio questo: a portare ai nostri amici il messaggio che noi ci siamo, che siamo riusciti a raccogliere tutti e cinque i Comuni assieme una cifra molto importante (ad oggi 65.000 euro) e che è a loro disposizione, che ci muoveremo in più sedi per cercare di sostenere la loro causa, che ci sentiamo coinvolti e partecipi alla loro storia di vita e alle loro sorti.

Ora gli apparati statali facciano la loro parte per sbloccare questa situazione di stallo. Passare tutti i giorni davanti alle macerie della propria casa è una sensazione devastante, ma tale sentimento può lasciare facilmente il posto alla rabbia se si ha la consapevolezza che ci sono le risorse per far ripartire la vita è non è possibile impiegarle a causa di normative vetuste, superate dai fatti accaduti, dalla necessità di procedere a tappe forzate per stringere i tempi, dalla necessita di tirarsi su le maniche a cui fanno da contraltare sia il poco interesse verso un problema che non è il mio sia  la poca intraprendenza per risolverlo.

Nessuno si senta estraneo ad un problema che oggi ha colpito questa comunità e  domani potrebbe colpire anche la nostra. Se si vuole ricevere bisogna prima saper donare. Ci stiamo provando con forza ed entusiasmo.

About Alfredo Cottini

Nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Residente a Lugagnano sin dalla nascita, un figlio. Diplomato in Informatica presso l'ITIS G. Marconi di Verona. Attivo nel volontariato da 24 anni come socio attivo nell'Associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui è attualmente Vice Presidente e responsabile delle Pubbliche Relazioni. E' consigliere della Pro Loco di Sona. E' tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014.

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