Esperienze di accoglienza turistica all’Azienda Agricola Venciu di San Giorgio in Salici

L’azienda agricola Venciu è una realtà che incuriosisce e che siamo andati ad incontrare, nelle persone di Angelo e del figlio Federico, all’interno del wine shop segnalato da una visibile insegna sulla strada San Rocco-Guastalla, nel centro delle colline moreniche del territorio di Sona.

Perché abbiamo scelto di conoscere questa giovane e piccola realtà rispetto al panorama di aziende agricole produttive presenti sul territorio? La curiosità è nata in occasione di una cena-degustazione che la redazione del Baco ha fatto in gennaio proprio in questo luogo, nel quale abbiamo conosciuto la capacità del figlio Federico di comunicare una doppia passione.

Passione per la produzione di prodotti genuini e di qualità e passione per l’accoglienza e la cura della relazione con i propri ospiti. E proprio questa seconda caratteristica ha stimolato una certa curiosità, in un territorio, il nostro, in cui le persone non hanno tempo per fermarsi a parlare, perché la campagna chiama. Qui l’intrattenimento è diventato invece uno dei lavori dell’azienda agricola. Ed allora, se questa constatazione la sommiamo al ricorrente tema della promozione turistica del nostro territorio a fronte dell’enorme ed invidiato bacino di milioni di turisti del Garda e di Verona a due passi da casa, qui possiamo dire di aver trovato probabilmente una giusta interpretazione, che merita di essere approfondita.

Fatta questa premessa, Federico, iniziamo con l’identificazione dell’azienda agricola Venciu?

La nostra famiglia proviene dalla coltivazione della campagna e dall’allevamento di bovini condivisa dal papà Angelo assieme ai fratelli. Due anni fa abbiamo voluto però iniziare una nuova azienda agricola a gestione familiare (pochi ettari coltivati a vite e frutteto) che permettesse di interpretare al meglio i tempi sotto due aspetti: possibilità di vendita diretta di prodotti di propria produzione, così da recuperare marginalità economica nella filiera di produzione e sviluppare in questa attività di vendita diretta un rapporto attivo con il cliente. Spesso, infatti, chi sceglie la vendita diretta dei propri prodotti non va oltre al fatto di tenere aperta la porta del punto vendita in attesa degli acquirenti con un atteggiamento passivo. Quello che noi abbiamo iniziato a fare con questa nuova attività è invece quello di prenderci cura del cliente, accoglierlo e raccontare la storia dei nostri prodotti facendo fare anche esperienza in vigneto. Un approccio, questo, che richiede certamente tempo, ma che porta tante soddisfazioni nel vedere i clienti entusiasti della calda accoglienza ricevuta e tornare quindi di frequente a trovarci.

Parli di clienti, Federico, ma chi è il vostro cliente tipo?

L’esperienza di questi primi due anni ci permette di dire che, per l’80% dei casi, il cliente è il turista straniero che alloggia nella zona del Garda e di Verona, ma anche nei numerosi B&B del nostro territorio. È un turista sempre più alla ricerca di conoscere un territorio che frequenta superficialmente da anni per le proprie vacanze. È un turista che in auto o in bicicletta non si accontenta di percorrere la strada Lago di Garda-Verona sulle direttrici principali, ma che, avendo tempo da dedicare e curiosità, preferisce percorrere strade secondarie e lanciarsi alla scoperta di qualcosa di nuovo che possa arricchire la propria esperienza fatta finora di monumenti e di magnifici paesaggi. È un turista alla ricerca di prodotti tipici e del loro racconto, lì dove vengono prodotti.

Qual è la provenienza di questi turisti che non si accontentano dell’Arena a Verona o della tranquilla spiaggia in riva al lago?

La provenienza principale è il nord europa: olandesi, tedeschi, svizzeri, svedesi, norvegesi, cechi. Abbiamo anche presenze di altri continenti: americani, messicani, brasiliani. Molti arrivano in modo non programmato, altri in gruppo con tour in bicicletta organizzati, ma in tutti i casi ciò che li fa coinvolgere è l’esperienza del racconto del nostro lavoro. Alcuni hanno dichiarato che l’esperienza da noi ha superato quella della visita delle nostre città storiche, appunto per la dimensione umana con la quale li accogliamo e li rendiamo partecipi.

Visto che si parla di turismo, avete partecipato ai progetti di promozione che il nostro Comune assieme ad altri della zona ha attivato in questi ultimi anni?

Certamente, in particolare abbiamo partecipato al progetto “Terre del Garda”. Una partecipazione che ha avuto un primo importante vantaggio, quello di mettere in rete tutti noi produttori locali ed attivare così utilissime collaborazioni dirette. Per quanto riguarda la promozione del territorio e delle nostre attività questo progetto è stato sicuramente una prima esperienza molto utile che ha bisogno di strutturarsi e di trovare il modo di diventare un vero e proprio servizio. Certo, noi partecipiamo con interesse a questi progetti promossi dall’istituzione locale, ma intanto non rimaniamo comunque fermi.

Cosa significa non rimanete fermi? Che tipo di iniziative di promozione avete avviato?

Nel nostro piccolo, ricordo che abbiamo due anni di vita, abbiamo avviato alcune iniziative che riteniamo importanti. La prima è una serie di serate degustazione che promuoviamo tramite i contatti che raccogliamo nelle varie occasioni e anche tramite i canali social. La seconda è la collaborazione con Bike Experience di Peschiera del Garda, che organizza tour in bicicletta con soste degustazione nella nostra azienda. La terza è la promozione dei nostri prodotti in alcune serate del periodo estivo presso il Family Park Altomincio; un’occasione questa che, oltre alla vendita diretta, genera interesse per successive visite in azienda. La quarta e non ultima è la partecipazione a manifestazioni promozionali, tra le quali Hostaria a fine ottobre a Verona, che stanno dando notevole riscontro in termini di contatti e di opportunità di vendita.

Considerando la vostra giovane età, in effetti sono azioni di sviluppo molto interessanti da considerare anche come metodo promozionale. Veramente interessante questo vostro approccio attivo. Lo puoi sintetizzare in alcuni brevi punti?

L’interpretazione di questo nostro approccio al lavoro in campagna la definirei così: Fare prodotti buoni e genuini; Curare il rapporto con il cliente portandolo a vivere esperienze ed emozioni direttamente nel vigneto; Saper raccontare la propria storia ed il proprio lavoro; Avere spirito di squadra e fare rete con altri produttori; Avere familiarità almeno con la lingua inglese. Queste ritengo siano le caratteristiche che ci qualificano e che riteniamo servano per sviluppare il nostro progetto.

Per concludere questa interessante lezione di promozione del territorio, quali sono gli obiettivi di sviluppo del vostro progetto?

I nostri obiettivi sono sicuramente quelli di potenziare e strutturare la capacità di accoglienza, che riteniamo sia la chiave attorno alla quale il nostro progetto può crescere. Poi gradualmente intendiamo strutturare la cantina, aumentando la capacità produttiva per puntare alla vendita dei nostri vini anche sui mercati esteri. Azioni, queste, graduali per gli inevitabili investimenti che richiedono. Una doppia dimensione locale e globale quindi che riteniamo sia la chiave di lettura dei nostri tempi.

Grazie Federico e grazie Angelo per il vostro appassionante racconto. Ai nostri lettori invece mandiamo un arrivederci al prossimo racconto di altri produttori del nostro territorio, che auspichiamo poter portare su queste pagine.

About Enrico Olioso

Nato a Bussolengo il 16 agosto 1964, risiede dall’età di 5 anni a Sona (i primi 5 anni a Lugagnano). Sposato con due figli. Attivo nel mondo del volontariato fin dall’adolescenza, ha fatto anche esperienza di cooperazione sociale. È presidente dell’associazione Cav. Romani e socio Avis dal 1984. Fa parte della redazione di Sona del Baco da Seta dal 2002. È tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014.

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