“Ecco come stanno le cose sugli impianti di Lugagnano”. Dura replica di Dalla Valentina ad AC e Real

La dura polemica sollevata contro il Comune di Sona qualche giorno fa sulle colonne del Baco dalle due società calcistiche AC Lugagnano e Real Lugagnano per le condizioni degli impianti sportivi della frazione, ha creato un’ampia discussione anche sul colle di Sona.

Sono tante le mancanze che le due società calcistiche imputano all’Amministrazione comunale, sia come manutenzione che come realizzazione degli impianti. Forte anche la critica su promesse fatte e, fino ad ora, disattese.

Sul tema interviene il primo chiamato in causa, insieme al Sindaco Mazzi, da AC Lugagnano e da Real Lugagnano: l’Assessore allo Sport Gianfranco Dalla Valentina (nella foto).

“’Ci siamo anche resi disponibili ad offrire il nostro lavoro di volontariato per contribuire a migliorare la situazione.’ Partiamo da questa affermazione riportata dalla vostra intervista, senza porre l’accento su chi le dica, in quanto lo spirito dello sfogo accomuna entrambe le società. Sono bellissime parole – esordisce Dalla Valentina -, che condivido integralmente, peccato che siano rimaste, almeno finora, solo parole. Nelle due volte che si sono organizzati lavori di “volontariato” presso questi impianti, di altre iniziative simili non sono a conoscenza, ci siamo ritrovati in quattro: il sottoscritto, il figlio del sottoscritto ed altre due persone. Scarsa partecipazione, a mio avviso, per potersi davvero parlare di ‘offerta di volontariato’ per gli impianti”.

“Al di là comunque di quella che potrebbe sembrare una personalissima valutazione in merito, veniamo a parlare di contratti e di numeri. Questi non sono opinabili e non lasciano spazio a libere interpretazioni. Il Comune di Sona – spiega al Baco l’Assessore alla Sport – ha sei impianti sportivi. Ciascuno di questi ha una convenzione, stipulata dalla nostra Amministrazione e per ciascuna convenzione siamo circa a metà della durata. Precedentemente vi erano convenzioni scadute da quasi dieci anni, con conseguenti problemi assicurativi e gestionali”.

“Con il rinnovo delle convenzioni sono stati individuati dei gestori, tra chi si è proposto in questo ruolo. Ricordiamo che al gestore spetta l’organizzazione dell’utilizzo dell’impianto e tutti gli interventi manutentivi ordinari, mentre al Comune rimangono intestate le utenze. A fronte degli interventi manutentivi ordinari, il Comune corrisponde un contributo e lo stesso Comune conserva il potere di controllo del corretto uso degli impianti e degli interventi di manutenzione straordinaria”.

“La cifra che il Comune corrisponde al gestore dell’impianto – prosegue Dalla Valentina – è proporzionata a tutte le diverse realtà sportive, ovvero viene corrisposta una somma esattamente uguale per ciascun campo da calcio, o da pallavolo, o da tennis o altro ancora, che sia a San Giorgio, a Sona o Lugagnano. Quindi le condizioni e le cifre sono esattamente uguali per tutte le strutture e sono ponderate su costi effettivi di manutenzione, sentite prima delle ditte specializzate nel settore”.

“Precisiamo inoltre che a Lugagnano, sono stati fatti degli interventi straordinari importanti. Da subito, un contributo del Comune tramite la Regione Veneto di 35mila euro per i lavori di ampliamento della sede e altri 5mila euro per il completamento della pratica di agibilità relativa ai lavori fatti in autonomia dal gestore. Successivamente 26.700 euro per l’adeguamento normativo e riqualificazione tecnologica dell’impianto termico. Poi una tribuna che è costata circa 80mila euro, alla quale vanno aggiunti 9.500 euro per lavori di impermeabilizzazione della gradinata. Infine un campo da calcio nuovo, in erba naturale, che è costato ben 555mila euro, di cui 163mila per l’acquisizione del terreno. Investimenti straordinari per 711.200 euro in 5 anni”.

“Chiaro che tutti noi avremmo voluto fare il campo in sintetico, ma l’investimento che è stato già di per sè molto elevato e al limite delle risorse disponibili, sarebbe costato circa 200mila euro in più. Per realizzare questo campo è stato fatto un affidamento a ditte specializzate e i lavori sono poi stati seguiti da un tecnico altrettanto specializzato. È altrettanto chiaro – spiega Dalla Valentina – che ognuno di noi avrebbe avuto soluzioni diverse su come farlo, ma fondamentalmente concordiamo con la lamentela che il campo non è stato realizzato correttamente, o meglio, ha presentato sin da subito delle carenze nel fondo. Pertanto, abbiamo iniziato immediatamente la fase di contestazione del lavoro secondo quanto ci è consentito e, su questa strada, stiamo ancora procedendo. Per inciso, il fatto invece che un campo da calcio da 555mila euro abbia o meno un rubinetto che può costare 100 euro o un cancelletto in più, ci sembra francamente polemica sterile, sulla quale non voglio soffermarmi”.

“Le contestazioni mosse all’impresa appaltatrice porteranno la stessa a rifare il drenaggio in modo da evitare i ristagni di acqua che hanno causato problemi, successivamente provvederemo a nuova semina del tappeto erboso. Va da sè però che è un campo da allenamento, utilizzato da qualche centinaio di ragazzi, quindi non ci si può aspettare che rimanga un bel campo verde!”.

“Giro mediamente due campi da calcio alla settimana – prosegue l’Assessore alla Sport -. Ne vedo certamente di migliori, ma tanti anche di peggiori. Invito chi ha scritto la lamentela a seguire le proprie squadre, solo a titolo di esempio gli Esordienti Lugagnano 2006, che qualche settimana fa hanno giocato in mezzo al fango sul campo del Villafranca, società che milita in serie D, ben tre categorie sopra le nostre. Ma il mal comune, certo, non può essere mezzo gaudio. E’ solo una costatazione”.

“Tornando a noi, è inopinabile che i soldi pagati dal Comune erano buoni e noi abbiamo il diritto, e soprattutto il dovere, di pretendere che venga rispettato l’impegno di avere un campo con i drenaggi funzionanti e che tutte le condizioni contrattuali vengano rispettate. Come dicevo poc’anzi. Giro parecchi campi da calcio. A volte il bar c’è, altre volte no. Come pure la biglietteria. E’ un esigenza dell’utilizzatore quella di far pagare l’ingresso ad una partita. Non è certo una condizione questa perché un campo sia o meno utilizzabile. Il campo di via Barlottini è omologato, così pure la tribuna, quindi nulla osta al suo utilizzo”.

“Ci sono dei lavori che se il gestore ritiene utile per l’attività specifica, può segnalare ed eventualmente realizzare, ma non può pretendere – indica con decisione Dalla Valentina – che la collettività si assuma l’onere di mettere una biglietteria per vedere una partita il cui ricavato poi non andrebbe a favore di tutti. Ritengo quindi che se una società vuole la biglietteria, se ne debba accollare i relativi costi. Le cosiddette migliorie sono sempre gradite, ma se non sono a beneficio della collettività, questa non può assumersene le spese”.

“A questo proposito, mi viene alla mente un ulteriore dettaglio. Quest’estate il Comune ha fornito della rete per la recinzione di due impianti sportivi. In uno, è stata sufficiente la fornitura e per la posa si sono arrangiati col volontariato. A Lugagnano, il Comune è costretto a farsi carico anche della posa che incide circa 1.000 euro, perché il famoso volontariato non si trova. Ugualmente, due anni fa il Comune ha portato un camion intero di ghiaione. Altri mille euro di materiale a servizio del parcheggio antistante il campo di allenamento, con l’auspicio che il volontariato potesse distribuirlo nelle buche e rendere agibile e percorribile questo spazio. Bene, dopo due anni, tutti attorno al campo si sono presi qualche carriola di ghiaione per tappare la buca davanti casa ed il volontariato non ha steso nemmeno una badilata nel parcheggio antistante il campo da calcio. Nel frattempo il ghiaione è pressoché finito”.

“Parliamo ancora di numeri – aggiunge l’Assessore Dalla Valentina -. Inopinabili, perché risultano dalle uscite comunali e chiunque le può verificare. Il gestore degli impianti di Lugagnano ha percepito in 5 anni di nostra Amministrazione quasi 100mila euro per le manutenzioni, partendo da 15mila il primo anno per arrivare a 24.367 nel 2018. Un costante incremento del contributo pubblico. Solo per guardare l’ultimo anno, oltre al contributo comunale, il gestore ha incassato, per l’utilizzo dei campi, circa 13.080 euro dal Real Lugagnano e Amatori Sona e Ac Lugagnano. Insieme sommano per il solo anno 2018, 37.447 euro. Questi soldi dovrebbero essere utilizzati per la manutenzione ordinaria degli impianti, per togliere le infestanti, per concimare i terreni, per sistemare le reti, per sostituire un rubinetto”.

“Ha ragione il Presidente quando dice che la situazione è scandalosa. Questi sono numeri che non possono dare adito a scusanti. A rafforzare l’idea che qualcosa effettivamente non va, lo testimonia il fatto che questo metodo di contribuzione è adottato per tutti e sei gli impianti sportivi comunali. Con tranquillità, posso dire che negli altri cinque casi non abbiamo riscontrato simili problematiche”.

“Concordiamo certo sul fatto che si debba intervenire per sanare una situazione degradata. Certo però che la situazione è un po’ kafkiana – indica Dalla Valentina scuotendo la testa -. Ci troviamo che gli utilizzatori degli impianti contestano delle situazioni, assolutamente legittime. Come sostengono le due società, bisogna avere il massimo rispetto del denaro pubblico. Abbiamo un campo da calcio nuovo, fatto male e siamo d’accordo, tanto che stiamo procedendo per far valere le condizioni contrattuali contro chi ha eseguito i lavori. Abbiamo altri due campi che versano altrettanto in cattivo stato manutentivo, noi non abbiamo ancora dato una data di scadenza all’utilizzo dell’impianto di via Stadio, e anche su questo siamo d’accordo, rispetto ai quali dovremmo intervenire nei confronti del gestore, ai sensi del contratto stipulato che, ricordiamo, prevede la revoca della convenzione in caso di mancata esecuzione delle attività manutentive ordinarie, a fronte di un contributo pubblico ricevuto e ricavi incassati, che come abbiamo visto è stato per il 2018 oltre 37mila euro”.

“Stando così le cose, senza esitare oltre, viste le contestazioni sollevateci, dovremmo procedere contro il gestore perché le proteste di Real Lugagnano e Ac Lugagnano sono assolutamente legittime. C’è un problema però – conclude Dalla Valentina, non senza un moto di polemica -: il gestore si chiama sempre Ac Lugagnano”.

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è uno dei quattro fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti.

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