“Dal nostro negozio abbiamo visto crescere Lugagnano”. La cartoleria Quintarelli compie cinquant’anni

Le ricorrenze importanti vanno valorizzate. Per questo motivo abbiamo avuto modo di incontrare Giovanni Quintarelli e sua moglie Annamaria Ferraro, assieme alle due figlie Katia e Vania, in occasione di una ricorrenza molto speciale: i cinquant’anni di attività della loro cartoleria a Lugagnano. Chiunque a Lugagnano, giovane e meno giovane, conosce i Quintarelli, una vera istituzione per il paese.

Giovanni, quando è nata la cartoleria?

Io avevo appena ventidue anni e la mia era una famiglia di falegnami: dopo aver fatto il militare con i miei familiari, in particolare mia sorella, abbiamo provato ad aprire una cartoleria in via don Fracasso, e dopo cinquant’anni posso dire che questa scelta ha dato i suoi frutti. Quando poi nel 1971 mi sono sposato, ho continuato l’attività con mia moglie Annamaria e, in un secondo momento, con le nostre due figlie.

Com’era Lugagnano nei primi tempi, vista da una piccola bottega?

Lugagnano aveva appena 3500 abitanti e in paese, oltre al tabaccaio, c’era poco nulla a livello commerciale: nei primi tempi vendevamo i dischi da quarantacinque e trentatré giri, nastri, sacchetti per il pane e francobolli da collezione per fare alcuni esempi. Poi, con il passare degli anni, i cambiamenti avvenuti ci hanno spinti ad ampliare l’offerta di oggettistica e regalistica, sempre tenendo però gli articoli di cartoleria e cancelleria come punto di forza.

Giovanni Quinterelli e la moglie Annamaria. Sopra, la famiglia al completo (Foto Pachera)

Mi piace immaginare di entrare nella vostra cartoleria con gli occhi dei bambini e vedere aprirsi un mondo quasi fiabesco. Quanto conta l’immagine che date alla cartoleria?

Conta davvero molto. Nell’arredare l’ambiente teniamo conto delle scelte che i nostri clienti possono fare e dei loro bisogni: siamo spesso andati in passato a fiere e show-room per trovare oggetti molto particolari e di qualità. C’è capitato più volte che siano arrivati clienti da paesi anche molto lontani, sapendo che quello che cercavano potevano trovarlo solo da noi. Un’attività gestita in questo modo fa la differenza. Dovendo per forza fare i conti con i supermercati, abbiamo puntato su prodotti di qualità, trasformando il nostro negozio in un piccolo scrigno che contiene pezzi unici e pregiati. Poi possiamo anche contare sul rapporto stabile con il Comune, soprattutto per i servizi agli studenti.

Come gestite l’attività a livello familiare?

Io mi sono sempre occupato dell’aspetto organizzativo: allestire il magazzino, fare viaggi per ritirare i prodotti e così via. Mia moglie ha curato più l’immagine del negozio e il rapporto con i clienti, assieme a Katia e Vania. Inutile dire che è un lavoro faticoso, senza orari fissi: per fare un esempio, durante i 35 anni in cui abbiamo fatto parte di una cooperativa di cartolerie di Verona, ci trovavamo con i colleghi due sere a settimana per ordinare e dividere la merce arrivata in base alle necessità di ciascuno. Poi, come tutte le attività in proprio, chiusa la porta al pubblico inizia la parte del lavoro sicuramente meno visibile ma necessaria per offrire sempre novità e articoli del settore al pubblico.

Tornando a Lugagnano, come avete visto cambiare il paese in questi cinquant’anni, com’è cambiata la gente?

Il paese è cambiato davvero molto, basti pensare che gli abitanti sono più che raddoppiati in questi cinquant’anni. Una volta ci si conosceva tutti e i rapporti erano quelli del “buon vicinato” con i clienti, anche con quelli dei paesi vicini e con i pochi stranieri di allora. Oggi, oltre alla popolazione nativa (“de soca”) di Lugagnano, esiste una buona parte di nuovi abitanti che lo esplorano lentamente, scoprendo con “sorpresa” che lavora in paese un mondo di negozi ben forniti ed efficienti, anche oltre la grande distribuzione. Noi, come cartoleria, cerchiamo di trattare ancora il cliente come se facesse parte della nostra famiglia e questo spirito ha portato i suoi frutti: a distanza di anni sono tornati a trovarci vecchi clienti, addirittura una famiglia che si era trasferita a Londra!

Oltre alla gente è cambiato anche il modo di farsi conoscere. Come vedete oggi il ruolo dei social a fini pubblicitari?

Oggi moltissimi negozi puntano molto sui social network per farsi pubblicità, noi abbiamo preferito seguire un’altra strada: in cinquant’anni di attività abbiamo capito che conta di più il rapporto con il cliente rispetto a grandi campagne pubblicitarie. Un posto può essere anche molto pubblicizzato ma se il cliente esce malcontento, probabilmente tutta quella pubblicità è servita a poco.

Come avete festeggiato il traguardo dei cinquant’anni di attività?

Per questo importante anniversario abbiamo organizzato un’estrazione a premi mettendo in palio articoli di valore della nostra cartoleria e offrendo un omaggio a tutti i clienti. In precedenza per i trentacinque anni avevamo regalato ai clienti un piccolo barometro e per i quaranta una borsa telata e un portamonete trapuntato. Abbiamo voluto creare un clima di festa, al di là dei singoli premi.

Non ci rimane che ringraziare Giovanni, Annamaria, Katia e Vania per il loro prezioso racconto e augurare loro il meglio per il futuro della loro attività. Le realtà commerciali di lunga data, come nel caso della cartoleria Quintarelli, oltre a testimoniare un indiscusso successo lavorativo, ci permettono di analizzare come il nostro piccolo paese si è evoluto, come la gente è cambiata, come si è trasformato il modus vivendi paesano. Una testimonianza preziosa in un mondo dove si stanno perdendo ricordi e tradizioni.

About Riccardo Chesini

Nato a Negrar il 18 novembre 1995, si è diplomato nel 2014 al liceo classico Scipione Maffei di Verona. Attualmente frequenta il nono anno di pianoforte presso il conservatorio di musica "Evaristo Felice dall'Abaco"e il corso di lettere moderne all'università di Verona.

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