Convivenza tra umani e animali a Sona. L’Assessore Cimichella: “E’ tempo di rivedere il regolamento”

Lo scorso anno al Comune di Verona è stato riconosciuto il premio “Animali in Città 2018”. Verona è attualmente la città italiana dove vi è il miglior rapporto uomo-animale. Ciò grazie ad uno dei migliori regolamenti che tutelano la convivenza con gli animali e soprattutto ad un gruppo di cittadini informati, educati e aderenti a tale regolamento.

Quanti di voi lo sapevano? Ma soprattutto, quanti di voi sapevano che esistono dei regolamenti che tutelano la convivenza uomo-animale? L’ignoranza a tal merito si può perdonare se nelle vostre case non zampetta un cagnolino, non cinguetta una cocorita, non sgattaiola un micio. Ma quanti ad oggi possono appellarsi a questa scusa?

Avere un animale domestico oggigiorno è estremamente comune, chi per esperienze passate, chi per un amore sconfinato o chi banalmente per moda. Per avere un’idea, basti pensare che l’ASL ha censito la presenza di circa 3200 cani sul nostro territorio sonese.

L’Assessore Monia Cimichella.

Ad essi si aggiungono ovviamente anche altri animali, come gatti, criceti, uccelli, rettili, cavalli, oche e addirittura lama! A questi, infine, è necessario sommare tutti i cani non dotati di microchip, obbligatorio per legge, ma che non tutti hanno.

Questo dato ci è fornito da Monia Cimichella, Assessore alla tutela degli animali del Comune di Sona, che legge fra le righe il primo motivo per cui è estremamente necessario avere nel nostro Comune un regolamento solido tanto quanto quello di Verona, che ponga le basi per una convivenza uomo-animale utile a tutta la società.

Il primo motivo è infatti l’adempimento dell’obbligo di microchip, che permette di poter ricondurre l’animale al proprietario in caso di fuga accidentale, ma anche di abbandono.

“Attualmente il Comune di Sona dispone di un Regolamento di Polizia Rurale, ormai sorpassato dalle tendenze contemporanee e quindi insufficiente nell’occuparsi della convivenza umani-animali. L’obiettivospiega l’Assessore Cimichellaè quello di crearne uno nuovo, più efficiente ed esaustivo su punti salienti quali gli spazi adibiti sul territorio, le regole di vita come l’uso della catena, del guinzaglio o delle gabbie, e così via. Inoltre, l’obiettivo sarebbe di istruire sia le Forze dell’Ordine, sia dei gruppi di cittadini che possano collaborare con il Comune nel miglioramento della relazione con i proprietari di animali sul territorio e della loro educazione.”

Non è necessario avere un animale per sapere che per vivere in armonia è importante che vi siano delle regole che permettano il rispetto reciproco degli spazi comuni e dedicati. Non è insolito vedere lo sbruffone di turno che passeggia con il cane senza guinzaglio, tenendolo per il collare: oltre ad essere fastidioso per l’animale, è anche pericoloso per chi è nelle vicinanze, soprattutto se il cane è di grossa taglia.

“L’idea di una maggiore tutela degli animali – spiega Cimichella – è un tema molto sentito all’interno dell’Amministrazione di Sona, soprattutto grazie alla presa di coscienza da parte del Sindaco Mazzi della necessità di un cambiamento”.

Ecco quindi l’unione di forze tra gli uffici, e in particolar modo la funzionaria Emanuela Perinon, il Consigliere comunale Lara Castioni e l’Assessore Cimichella stessa. “Dal punto di vista dell’educazione purtroppo siamo ancora molto indietro. Quando discutiamo di animali, nella fattispecie di cani, dovremmo disquisire di argomenti come l’addestramento di cani d’allerta per bambini diabetici o pet therapy: sembra assurdo dover ancora pensare a come multare le persone che non raccolgono i bisogni. Quando risolveremo problemi basilari come questi, potremo iniziare a parlare del piano di interventi sul territorio, come la costruzione di nuove aree cani.”

Le aree cani già presenti sul territorio sono a norma, con acqua e recinzioni abbastanza alte da non permettere agli animali di uscire da soli, tuttavia insufficienti a coprire la popolazione canina di Sona.

Durante questo mandato dunque, l’Assessore Cimichella si è posta l’obiettivo di costruirne di nuove: sarà necessaria una nuova a Lugagnano, per le dimensioni ridotte di quella già presente in via Enrico Fermi, e una a Palazzolo.

Sono già state individuate delle zone in cui potrebbero essere realizzabili delle strutture abbastanza grandi da poter anche dividere lo spazio ed evitare conflittualità territoriali tra maschi. Eventuali nuove aree possono essere sfruttate anche per eventi di tipo educativo, con la partecipazione di addestratori, con veterinari, con le forze dell’ordine ma anche tra civili, per migliorare la cooperazione con l’obiettivo di una migliore convivenza.

Per quanto riguarda i canili, il Comune fa riferimento a tre strutture nelle zone limitrofe. Queste subentrano nel momento in cui viene fatta la segnalazione di un randagio nelle zone, che li accoglie, li nutre e offre ospitalità anche grazie ai volontari. Ricevere risposte repentine alle segnalazioni di questo tipo fa sì che non vi siano problematiche di rilievo con i randagi a Sona.

Per riassumere, la situazione sul nostro territorio appare ben monitorata, con il fine di gettare le basi per un cambiamento. Siamo quindi in una fase di transizione, con l’ambizione di arrivare a pari merito con il Comune di Verona e instaurare con gli animali di affezione, nostri o altrui, un rapporto di convivenza in armonia, per poter poi discutere di quanto le loro potenzialità possano essere utili in ambiti molto più complessi, come ad esempio nell’assistenza di un bambino piuttosto che di un anziano.

“È molto probabile che con un solo mandato non si possa arrivare a raggiungere tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati – ci dice Monia Cimichella – ma spero che chi verrà dopo, abbia altrettanta sensibilità, ricordandosi che non è necessario avere un animale per dedicare delle attenzioni a questa tematica, come non serve avere un figlio con una disabilità per essere sensibili su tale argomento. I maggiori aiuti che sto ricevendo sono da persone che con gli animali non hanno mai avuto a che fare, ma che dimostrano grande interesse, impegno e voglia di operare sul territorio per ogni sfaccettatura che questo presenta.”

About Veronica Posenato

Nata il 6 agosto 1996. Diplomata al Liceo Scientifico A. Messedaglia di Verona nell’anno 2014/2015. Attualmente, studentessa di Infermieristica all’Università degli Studi di Verona. Scrive per Il Baco Da Seta dal 2009.

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