Anche gli Alpini di Lugagnano in Albania per riparare un ponte, nello spirito di solidarietà delle Penne Nere

Cosa lega il Cappello Alpino all’Albania? Ricordi di più di 70 anni fa di un conflitto mondiale che ha portato giovani italiani ad obbedire alla chiamata alle armi della propria patria e cimentarsi  in una guerra di occupazione inutile e che in pochi volevano? Non solo, anche altro. Sono ricordi più recenti, dal sapore più valoriale e di utilità sociale immediata, quindi più coinvolgenti.

Albania, terra di ricordi di guerra per gli Italiani delle Associazioni d’arma, ma anche terra di eventi della storia recente legati alla caduta di una devastante dittatura, di un popolo allo sbando, di immigrazione incontrollata, di gravi contrasti sociali.

Parliamo di un’opera pubblica che, nella realtà della nostra ricca ed evoluta realtà Europea potrebbe considerarsi una cosa di poco conto. Che valore ha in una comunità ancora oggi  alla prese con gravi difficoltà interne di trasporto e di trasferimento di persone e mezzi? Nemmeno possiamo immaginare quanto.

Il ponte in riparazione. Sopra, il Capogruppo degli Alpini di Lugagnano Fausto Mazzi in Albania

Un manufatto, un ponte, caparbiamente voluto e sostenuto dal cappellano sezionale dell’ANA Verona Padre Claudio Liuti quasi 25 anni fa. Siamo nella Valle del fiume Kiri e il ponte costituisce una caposaldo di comunicazione tra due comunità montane altrimenti isolate tra di loro e raggiungibili, da mezzi e persone, solo tramite un lungo girovagare tra strade sconnesse e a sbalzo su dirupi.

Dalle parole di allora di padre Liuti (ora “andato avanti”): “Con il dono di questo ponte alle popolazioni della Valle del Kiri, gli Alpini hanno assolto il loro dovere di ricordare i morti ma soprattutto aiutare i vivi”. In questa ultima parte della sua affermazione la risposta alla domanda “perché in Albania”. Onore a chi non c’è più , ma pieno sostegno a chi c’è e ha bisogno. In pieno stile di pensiero e di azione delle penne nere!

Dal 14 al 28 Giugno un gruppo di dieci volontari provenienti dai Gruppi Alpini di Lugagnano, Lugo, Rosegaferro, Bovolone, Mozzecane, Grezzana, Bagnolo e Roncolevà si occuperà di operare nella ristrutturazione del ponte che dà qualche segno di usura legata al tempo che passa e alle intemperie.

Per il gruppo di Lugagnano pronto alla partenza il Capogruppo Fausto Mazzi al quale abbiamo chiesto alcune impressioni e aspettative sul viaggio imminente.

“Siamo pronti alla partenza ed anche molto emozionati e motivati. La consapevolezza di quello che andremo a fare non ci fa mettere minimamente in dubbio la nostra disponibilità, Ci sarà da lavorare, in un ambiente non facile e non così funzionale per quello che serve. Ci dobbiamo dimenticare le comodità dei nostri luoghi di lavoro e l’organizzazione dei nostri cantieri. Si fa con quello che c’è, ma è una avventura che vale la pena vivere – ci spiega Mazzi, che non nasconde in nessun modo il suo entusiasmo per questa iniziativa -.Voi non potete immaginare… Anzi forse sì… ma sapete qual è la difficoltà più grande che abbiamo incontrato? La burocrazia! Ancora una volta questa maledetta burocrazia che mette a dura prova qualsiasi buona volontà e qualsiasi organizzazione. Per par condicio, bilaterale: problemi dall’Italia per partire con materiali necessari al nostro lavoro, problemi là per riceverli. La partenza è stata in dubbio fino all’ultimo momento utile”.

Il documento prodotto dal Sindaco di Scutari presentato poi all’Agenzia delle Dogane di Verona

Ci mostra un documento prodotto dal Sindaco di Scutari presentato poi all’Agenzia delle Dogane di Verona. Un documento tradotto dall’Albanese e “conforme al testo originale in lingua Albanese ed eseguita a cura di un traduttore giurato accreditato presso il Ministero della Giustizia Albanese”. E’ un documento scritto in un italiano un po’ imperfetto ma che da in pieno il senso delle difficoltà che ostano questa opera umanitaria. Ora per fortuna risolte.

“Anche grazie all’amico Dario Stevanoni ex capogruppo degli Alpini di San Giorgio in Salici – ricorda con senso di gratitudine Mazzi – che avendo lavorato fino alla pensione nel settore delle spedizioni doganali con una telefonata ha accelerato in maniera sostanziale la risoluzione dei problemi.  Pensa che 25 anni fa il cemento era finito e nell’ultimo pezzo di ponte, lungo poco più di 30 metri, il calcestruzzo è stato diciamo un po’ ‘annacquato’. Ora si vedono i ferri della gettata”.

La logistica (materiali e attrezzatura) sarà garantita dal titolare di un cava che si trova lì vicino, una persona che ha avuto rapporti di lavoro con una nota azienda di manutenzioni stradali della nostra zona. ANA Verona sosterrà economicamente il gruppo dal punto di vista del vitto e delle cose necessarie alla persona.

Saremo ospitati in una colonia di suore di Scutari situata a circa da 3 km dal ponte. Sono 3 km su un strada a dir poco infernale. Avendo a disposizione una piccola ruspa la prima cosa da fare sarà dare una sistemata e una livellata. Ne va della nostra incolumità – racconta ancora il Capogruppo degli Alpini di Lugagnano -. Per fortuna possiamo disporre di questa struttura, altrimenti avremo dovuto creare un accampamento di tende in prossimità  del luogo con tutte le difficoltà logistiche che potete immagine per uomini e mezzi”.

Il gruppo è carico e pronto a partire con un volo per Tirana, il successivo trasferimento poi a Scutari in auto.

Per chi nutrisse il dubbio che gli Alpini siano solamente una delle tante Associazione d’arma , che vivono di ricordi datati e legati a tristi vicende del passato connotate da indicibile sofferenze umane legate alle assurdità delle guerre, che le baite sono luoghi in cui si pensa solamente a fare baldoria e a divertirsi bevendo un bicchiere, forse dovrebbe volgere lo sguardo verso orizzonti diversi di valutazione. Oggi la tradizione alpina è fortemente sostenuta dal senso di servizio alla comunità e al paese, anche fuori dai confini nazionali quando serve. Così come lo era allora per il senso di dovere verso la propria patria quando si dovevano imbracciare le armi. Non ci sono scalette di merito da fare, se non provare profondo rispetto per  una tradizione di dedizione.

About Alfredo Cottini

Nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Residente a Lugagnano sin dalla nascita, un figlio. Diplomato in Informatica presso l'ITIS G. Marconi di Verona. Attivo nel volontariato da 24 anni come socio attivo nell'Associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui è attualmente Vice Presidente e responsabile delle Pubbliche Relazioni. E' consigliere della Pro Loco di Sona. E' tra gli ideatori del progetto Associazioni di Sona in rete attivato nel settembre 2014.

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