Silvano e la collezione di settantamila pezzi da centonovanta Paesi. L’amore per le cartoline e i francobolli

Al giorno d’oggi le collezioni di tappi, di monete, di figurine o di qualsiasi cosa si voglia, sono una passione che mano a mano sta scomparendo tra le nuove generazioni.

Per questo motivo a noi del Baco è piaciuta l’idea di andare ad incontrare un nostro concittadino di Lugagnano, Silvano Tomelleri, grande appassionato di francobolli, in possesso di un’invidiabile raccolta, ed esempio di come una passione, se coltivata con pazienza e dedizione può dare grandi frutti.

Quando è iniziata la sua passione per i francobolli?

Ho iniziato nel 1955, al tempo frequentavo le scuole medie all’istituto Don Calabria ed è stato proprio lì che mi sono appassionato ai francobolli. E’ stato un amore immediato! Ogni lunedì spendevo  la mancia che mi dava mia mamma per comprarli. A 15 anni mi sono fermato a causa delle compagnie che mi tenevano impegnato ma poi ho ripreso intorno ai venticinque anni.

Come si procurava i pezzi per la sua collezione?

Inizialmente appunto li compravo a scuola, dopo sono andato da Nicodemo e poi, nel ’68, Mondadori ha iniziato a darmi i francobolli delle lettere che riceveva (per via della corrispondenza con l’editore, si parla quindi di circa 8000/10000 lettere al giorno) e in questo modo la mia collezione è cresciuta molto. Per qualche tempo, più recentemente, sono andato alla casa madre dei Comboniani in Piazza Isolo e lì scambiavo i francobolli con loro. Ora resta solo la passione perché la raccolta si è fermata da ormai un paio d’anni, anche se ogni tanto don Antonio o chi è a conoscenza della mia passione me ne regala qualcuno. Al giorno d’oggi però i francobolli sono sempre meno utilizzati dato che le lettere vengono timbrate, in questo modo i collezionisti moderni sono sempre meno e fanno più fatica a trovare i vari pezzi a meno che non li comprino.

Alcuni pezzi della collezione di Tomelleri. Sopra, Silvano con un suo espositore.

A quanto ammonta attualmente la sua collezione?

Ho stimato che dovrebbe aggirarsi intorno ai settantamila pezzi, tra lettere disegnate e francobolli, senza considerare quelli che ho regalato. Ho lettere estere provenienti da circa 190 Paesi di tutto il mondo e francobolli da tutta Europa. I francobolli sono divisi per genere, ne ho numerosi di animali, immagini sacre, piante e fiori; le lettere invece o provengono dalla mostra filatelica che si teneva due volte l’anno o sono regali di amici.

Quali sono i pezzi più pregiati?

Allora, sono maggiormente legato ai francobolli italiani anche se in realtà è più un’importanza affettiva quella che hanno per me. Poi ho francobolli del ducato di Parma, di paesi Lombardo Veneti e, quello più vecchio, è del 1852 del ducato di Modena, datomi da un conoscente insieme a un vecchio album.

Ha qualche aneddoto particolare legato all’acquisto di qualche pezzo?

Come avevo già accennato, i francobolli più antichi di cui sono in possesso li ho avuti attraverso uno scambio con un mio conoscente che era interessato ad alcune stampe di libri datemi da Mondadori, raffiguranti volti femminili. Ho acconsentito a darglieli solo se in cambio lui mi avesse dato dei francobolli e il destino ha voluto che lui possedesse un vecchio album di suo nonno con pezzi risalenti al 1850/1860.

Che futuro prevede per la sua collezione?

Purtroppo nessuno dei miei figli ha ereditato la mia passione, quindi spero che magari i nipoti un giorno se ne interessino. In passato mi era stato proposto di venderla per circa un milione di lire ma non avendo bisogno di quei soldi ed essendoci legato non me la sono sentita di dare via la mia collezione e non voglio farlo neanche ora; al momento perciò non so proprio che fine farà.

About Diletta Gasparato

Nata nel 2001 e residente a Lugagnano, studia presso il liceo classico Don Nicola Mazza a Verona. Scout dall’età di 8 anni.

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