“Mia mamma nel 1972, con cinque figli, aprì la Tabaccheria Mazzola a Lugagnano. Dopo tanti anni siamo ancora qui”

“Mi ricordo qualche signora che ogni tanto entrava nel negozio in cerca di aiuto, raccontando a volte anche cose personali, e mia mamma, tenendosi sempre tutto per sé, era sempre disponibile con un consiglio. Mi ricordo tanto mia mamma dietro il banco così. Mi ricordo quando ero piccola e lei mi prendeva e mi metteva sul banco per dare le sigarette, cosa che ora si potrebbe finire in prigione. Queste cose me le ricordo bene. Oppure quando compivamo gli anni non si facevano feste: gli ultimi minuti di apertura del negozio, mia mamma faceva pentoloni di cioccolato e chiamava tutti i bambini che passavano per dare la tazza di cioccolata. Questo era il nostro compleanno. Non voleva assolutamente che qualcuno portasse qualcosa. Il compleanno doveva essere una festa così, fatta al momento. Il ricordo più bello è la comunità che crea il negozio. Ci vogliono bene tutti. Quando è morta mia mamma sono venuti gli zingari al funerale. Anche quando è morto mio papà Arturo. È lì che capisci che qualcosa hai seminato”.

Incontriamo Mariagrazia Mazzola nella sua storica tabaccheria di Lugagnano, in zona scuole elementari, per provare con lei a raccontare questo vero negozio che è ben fisso nella memoria dei Lugagnanesi storici ma anche dei nuovi residenti.

Mariagrazia, come e perché è nata la tabaccheria Mazzola?

Qua mio papà voleva aprire la pasticceria. Dietro doveva prendere il socio. Veniva un capannone fino a tutta la strada. Dopo non è andata così perché il socio di mio papà aveva vinto un concorso a Torino, era un tenore con una bellissima voce. È entrato nel coro della Rai di Torino ed è andato avanti con il suo percorso. Allora qua l’hanno affittato per un anno o due. Mia mamma Santina è sempre stata persona intraprendente. Lei stava a casa, aveva cinque figli e, anche se con qualche aiuto, faceva tutti i lavori domestici. Però voleva il suo lavoro, e anche la sua indipendenza, ed è venuta fuori questa occasione. Allora hanno fatto la domanda e gli hanno dato la tabaccheria. Poi con cinque figli si pensa al futuro e forse avevano già pensato qualcosa nella loro testa. La tabaccheria è nata così: in modo semplicissimo. Era il 1972. In famiglia poi ci si aiutava quindi non avevano paura ad affrontare un’altra attività (mio papà aveva aperto la pasticceria in centro paese). Abitavamo sopra il negozio e sulla porta c’era un campanello e quando suonava mia mamma scendeva a servire le persone. Quando lei stava cucinando qualcuno dei fratelli più grandi era sempre in negozio. Una volta, quando si apriva un’attività, era tutto il nucleo familiare a gestirla.

La famiglia Mazzola al completo. Sopra, Santina ed Arturo Mazzola nella loro tabaccheria nel 1992.

Col passare del tempo, il passaggio di gestione, l’avvento della tecnologia come sono cambiati i prodotti maggiormente venduti?

Una cosa che è sempre rimasta impressa è che il primo giorno che la tabaccheria ha aperto, mia mamma aveva venduto una scatola di fiammiferi e basta. Era chiamato il negozio “dallo spillo al vagone”. C’era di tutto dentro. C’era di tutto perché non c’erano i centri commerciali. Aveva dai quaderni ai profumi, aveva i dolci, fatti da mio papà, e il magazzino era formato da centinaia di articoli. Aveva sì le sigarette ma anche alimenti importanti che non potevano mancare dopo la guerra. C’erano i fiammiferi e il sale quello vero, quello di tabaccheria. Il sale di tabaccheria, perché marino, è come la coca cola o la nutella: inimitabile. Anche chi fa i salami ad esempio deve usare il sale marino altrimenti vanno a male. Mi ricordo poi il tabacco da fiuto e le marche sanitarie. Per un periodo ha tenuto anche i gelati sciolti. Il negozio, da un posto dove si vendeva un po’ di tutto, dove il cliente veniva a comprare anche con piccolissimi importi, è diventato un centro servizi. Con i centri commerciali, siamo scoparsi da quel tipo di mercato. Nelle strade adesso sono rimasti i commercianti, i parrucchieri, i bar e le agenzie. Praticamente andiamo via tutti ‘petenè imbriaghi’! Ma il bello è quando le persone si trovano in difficoltà, per qualsiasi cosa, e vengono qua perché sanno che trovano una risposta, un aiuto. Per esempio facciamo trasferimento di soldi e quindi vengono tanti extracomunitari, con i quali abbiamo un ottimo rapporto. Qua c’è sempre stata una conoscenza maggiore della clientela, c’è più rapporto e questo giro di persone è rimasto, anche se compra prodotti diversi. Ricordo poi i bambini che dovevano andare a scuola, entrare nel negozio per comprare il dolce della domenica. Non c’erano tante pasticcerie ed erano meno sofisticate come anche la clientela. Non come adesso che si ricerca la cosa particolare: una volta si comprava la tortina che c’era e si mangiava quella. C’era meno, però te lo gustavi.

In questa epoca di produzione e distribuzione di massa che effetto fa avere ancora i bambini delle elementari e delle medie che vengono a comprare le caramelle al dettaglio?

Questo è rimasto ancora adesso da allora: ogni giorno, quando sono le quattro e mezza del pomeriggio arrivano i bambini del calcio e della scuola e si prendono le caramelle singole come una volta. Si mettono fuori, stanno lì e si divertono. È sempre stata una caratteristica avendo fuori lo spazio, le elementari e il campo sportivo vicino. Una volta c’erano tanti bambini che venivano a giocare davanti il negozio perché non c’era traffico, non era asfaltata la strada. “Andiamo da Mazzola” dicevano una volta, adesso “andiamo da Miss Mary”. Sono passate generazione da qua ed è rimasto. Adesso vedo quei bambini che sono sposati e sono diventati adulti. Mamma che vecia!

Cosa si prova quindi ad aver preso l’eredità di questo negozio storico per il paese?

Stare qua è bello. Tutti i giorni capitano cose divertenti. Sarà poi il fatto che l’hanno lasciato i genitori e allora è ancora più speciale e bello. L’impronta dell’attività non è mai cambiata: l’ambiente familiare, la cordialità, il sorriso sono rimasti. E questa come eredità è una bella eredità.

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Mariagrazia Mazzola nella tabaccheria oggi.

About Maddalena Marchi

nata il 15 Giugno 1999 a Verona e residente a Lugagnano. Studentessa presso il liceo scientifico G. Fracastoro (VR). Una piccola sognatrice che vive tra la musica e i vecchi film. Collabora con Il Baco da Seta dal maggio 2017

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