Incontriamo gli allievi del Corso di pittura dell’Università Popolare di Sona nei giorni di apertura della loro mostra

Come vi avevamo anticipato nel precedente articolo, dopo aver presentato il maestro Giorgio Mazzurega, ci accingiamo ora a presentare gli allievi dei corsi di disegno e pittura della nostra Università Popolare di Sona.

Sono gli artisti che presenteranno i loro lavori alla mostra che aprirà, con un ricco buffet offerto dagli allievi stessi, sabato 14 aprile alle ore 17,30 presso la Sala Civica di San Giorgio in Salici, manifestazione che esce dal territorio di Sona per allargarsi anche ai Comuni limitrofi, e alla quale partecipano, con le loro creazioni, anche le allieve dei corsi di taglio, di sfilato e di addobbo floreale.

Quella di San Giorgio, quindi, sarà una piccola kermesse, dove verranno presentati i lavori artistici realizzati durante tutti i corsi che si sono svolti durante l’anno accademico che si sta concludendo.

Ci chiediamo: come si misura la bontà di una Università Popolare? Quali sono gli indicatori che occorre prendere come riferimento per capire l’importanza di questi corsi? Ci sono diversi modi di rispondere a questa domanda.

In primo luogo il lavoro di una Università Popolare si misura in base al numero dei partecipanti e non vi è dubbio che la partecipazione a questi corsi è stata rilevante soprattutto se si considera che partecipano allievi che lavorano, che devono “badare ai lavori di casa” e che spesso sono gravati da tante altre incombenze. Ma un secondo parametro da prendere in considerazione è la costanza nel frequentare i corsi proposti.

Scorrendo i nomi degli allievi del corso di pittura ci accorgiamo che tanti sono i pittori che frequentano la scuola da più anni, pittori che vengono anche da esperienze diverse e che hanno trovato nella nostra Università un luogo piacevole e costruttivo dove esercitarsi nella propria arte e passione. Lo stesso ambiente, leggero e costruttivo, che abbiamo incontrato quando abbiamo visitato il corso di sfilati.

Ma non vogliamo anticiparvi nulla; degli altri parametri parleremo quando presenteremo i prossimi artisti. Per questo, passiamo ora senza indugio la parola ai nostri protagonisti che vi presenteremo in ordine sparso, senza seguire una metodologia precisa e precostituita, per lasciare libera anche la nostra fantasia e per lasciare inalterata la vostra curiosità.

Ecco, oggi abbiamo conosciuto e vi presentiamo Claudia Preosti di Valeggio Sul Mincio; Marianna Fiorini di Sommacampagna, Piotr Cwojozinski di Monzambano (MN), Luciano Turrini di Sommacampagna, Fabio Angelo Mazzi di Sona, Gabriele Mazzi di Lugagnano e Daniele Bonafini di Bussolengo.

Le loro opere saranno presenti insieme con quelle di tanti altri artisti residenti nel nostro Comune e in Comuni limitrofi, alla mostra che si apre sabato. Ora che di questi artisti, un po’ ne avete sentito parlare, è giusto anche che li conosciate di persona!

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Un’allieva del corso di pittura impegnata nel realizzare un’opera.

CLAUDIA PREOSTI

Di cosa ti occupi nella vita?

Lavoro in una azienda di trasporti, principalmente mi occupo di trasporti che transitano/arrivano dalla Russia.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Mi ha sempre affascinato il mondo dell’arte che ho sempre seguito con vivo interesse, la pittura in particolare e l’architettura, della quale apprezzo le diverse installazioni e soluzioni; quest’anno, finalmente, mi sono decisa ad iniziare anch’io una scuola di pittura.

Come hai cominciato?

Mi sono avvicinata all’Università Popolare di Sona che ho conosciuto attraverso Internet e ho frequentato per due anni il corso di disegno, dove ho imparato a disegnare i volti, le prospettive e tante altre cose. Poi, da quest’anno. ho iniziato anche a dipingere.

Quindi, tu potresti essere considerata a tutti gli effetti, una debuttante?

Sì, sono laureata in lingue; matite e pennelli non li usavo dalle elementari.

Prima di questi anni non ho mai frequentato una scuola artistica il mio primo maestro è stato Giorgio (Mazzurega ndr)

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

Questa è una domanda che deve essere giunta inaspettata. “a vanvera!” è la prima spontanea risposta, così come spontanea e semplice è la sua pittura.

Dai, non scherzare…

Non scherzo, sono ancora una pittrice ai primi pennelli e per questo seguo l’ispirazione del momento, cercando di trovare la tecnica che più mi si addice, adesso per esempio, sto dipingendo con i colori un volto, la cui caratteristica è proprio quella di essere “colorato”!

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Mi piace molto dipingere i volti e loro espressioni, le facce tante volte parlano da sole.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Al momento la mia più grande soddisfazione è quella di “divertirmi un sacco”, come ti dicevo, sto imparando e mi piace molto usare i colori per capirne i loro effetti sul disegno e sulla tela, mi piace sorprendermi per i loro effetti.

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Mi piacerebbe tanto riuscire a rappresentare i sentimenti dell’uomo, in particolare i sentimenti primari: la rabbia, la gioia, l’allegria, il dolore… un po’ come è stato nel film “Confusi e felici” (un film del 2014 diretto da Massimiliano Bruno)!

C’è qualcosa che hai sognato di dipingere, e non ne hai ancora avuto l’occasione?

Tutto c’è! Tutto quello che vedo lo vorrei dipingere!

A chi sei più grata, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

Non c’è dubbio: agli amici che ho conosciuto frequentando i precedenti corsi di disegno, sono un continuo sprone a lavorare e a migliorare.

Qual’é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

Mi colpisce molto la corrente surrealistica, quella forma d’arte che s’ispira all’inconscio dell’uomo, che lo fa emergere (l’inconscio) come fosse realtà, e che si ispira a tutte le sue manifestazioni, come potrebbero essere, ad esempio, i sogni. Ma amo anche la pittura e la scultura “classica” se così si può dire, come quella di Michelangelo; ricordo ancora l’emozione che ho provata davanti alla “Pietà”.

I tuoi prossimi progetti artistici?

Per me l’arte è divertimento, cosa c’è di più bello che divertirsi colorando?

Ben detto, Claudia, in fondo i colori sono una delle prime espressioni dei bimbi e forse, usandoli ci consente di non perdere il nostro essere ancora ragazzi. È ancora troppo presto per chiedere a Claudia se e quando parteciperà ad allestimenti e mostre di pittura, per intanto quindi le sue opere possiamo ammirarle solo noi che frequentiamo i corsi di pittura e disegno organizzati dall’università popolare.

Ma sicuramente sei presente all’allestimento che si tiene a San Giorgio, giusto?

Certamente! Conto di partecipare con Penelope!

Scusa?

Così come Penelope faceva e disfaceva la tela, io dipingo, ridipingo, faccio e rifaccio, tutto con passione, per cercare di imparare qualcosa di questo mondo a colori. Ma mi impegno fin d’ora a tenervi informati quando avrò l’occasione di partecipare a nuove rassegne e mostre.

Prima di lasciarci, un’ultima domanda che, se vogliamo, esce un po’ dal mondo dell’arte: che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

Sono convinta che un pizzico di follia aiuti sempre nella vita, proprio per sdrammatizzare le cose serie.

Sì, siamo d’accordo anche noi, quel pizzico di leggerezza è quello che ci può far superare i momenti in cui la vita diventa più difficile. In bocca al lupo, allora, per questa rassegna e per tutta la tua pittura.

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MARIANNA FIORINI

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Lavoro come ausiliaria nella scuola materna di Caselle di Sommacampagna.

Bellissimo! Deve essere un lavoro gratificante, sei a contatto con la vita che sboccia!

È vero, sì.

Come nasce la tua passione per la pittura?

La mia passione per la pittura nasce da tutto ciò che è colorato, non viviamo in un mondo in bianco e nero, viviamo in un mondo colorato!

Come hai cominciato?

La mia passione mi ha spinto ad iniziare da sola, fin dal 2007, come autodidatta. Ho provato a tracciare i primi disegni a dipingere i primi paesaggi e la passione è via via aumentata

Da quanti anni frequenti l’Università Popolare di Sona?

Questo, ormai è il quarto anno, durante i primi due anni ho frequentato il corso di disegno e poi sono passata alla pittura, che era, in fondo, il mio obiettivo

Obiettivo raggiunto, quindi.

Chi è stato il tuo primo maestro? Hai frequentato scuole ad indirizzo artistico?

Giorgio è stato fin’ora il mio unico grande maestro, come ti dicevo prima, non ho mai frequentato scuole d’arte, quello che ho imparato l’ho appreso provando da sola, spinta dalla passione.

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

Mi piacciono i colori acrilici (tipo di vernice molto versatile che può essere usata a corpo con la spatola, a pennello come la pittura ad olio, o diluita fino ad ottenere un effetto acquarello) che uso sia su tela che su compensato, precedentemente ricoperto da uno strato di gesso. L’acrilico è molto versatile.

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Amo la natura e mi piacciono molto i paesaggi, sono contenta anche quando posso dipingere un fiore.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Io provo una grande soddisfazione quando con la pittura, riesco ad esternare ciò che provo; sono molto contenta quando questo mi riesce, soprattutto se mi accorgo che anche chi guarda i miei quadri prova le mie stesse emozioni.

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Vorrei esprimere il forte desiderio di pace che è proprio della natura umana, anche dipingendo un semplice fiore o un paesaggio.

C’è qualcosa che hai sognato di dipingere, e non ne hai ancora avuto l’occasione?

Nel futuro ho in progetto di provare a dipingere i nostri animali, magari cercando di cogliere anche le loro emozioni.

A chi sei più grata, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

Sento che il disegno e la pittura sono innate in me, sono molto grata a Giorgio e faccio tesoro continuamente dei suoi insegnamenti.

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

Mi ha sempre affascinato l’impressionismo, proprio per la sua caratteristica di dipingere la natura e i colori che ci circondano. Fra tutti quelli che amo di più sono Manet, Monet e Renoir.

I tuoi prossimi progetti artistici?

Sono indecisa se buttarmi fin da subito nella pittura del mondo animale o se dedicarmi ancora a qualche ritratto che mi ispira particolarmente.

Grazie Marianna, non ti chiedevo così tanto! Difficile esprimere a parole l’espressione di Marianna a questo gioco di parole. Scherzo! Dove potremmo vedere i tuoi quadri? Hai mostre in itinere?

Tutti gli anni partecipo alla mostra che viene organizzata a Sona, in estate, nell’ambito della sagra parrocchiale. E sono presente anche all’allestimento curato dagli artisti dell’università popolare a San Giorgio.

Quando parteciperai a una nuova rassegna, ci terrai informati, giusto?

Certamente!

Un’ultima domanda: che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

È importante vivere in sintonia con gli altri, ciò su cui faccio più fatica a scherzare sono le relazioni, quando diventano tempestose e oggetto di disagio. Non vorrei mai che accadesse.

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Peter Cwojozinski.

PETER CWOJOZINSKI

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Oggi sono pensionato e dedico il mio tempo alla musicoterapia e all’olistica (la branca della filosofia che, contrapponendosi al meccanicismo, considera l’uomo e la natura un unico essere). Professionalmente sono un violoncellista, ho suonato per anni nell’orchestra Sinfonica dell’Arena di Verona ma ora ho integrato l’archetto con le matite e i pennelli…

Come nasce la tua passione per la pittura?

La mia, prima ancora che una passione, è una necessità, una ribellione: è il mio io che si ribella alla convinzione di non essere capace di rappresentare il mondo anche attraverso il disegno e la pittura.

Come hai cominciato?

Ho iniziato a disegnare da circa due anni, durante i quali ho frequentato i corsi di disegno e pittura proposti da Giorgio e dall’università popolare di Sona.

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

Mi piace disegnare a matita, con tratti decisi, lavorando anche su fogli ruvidi, come possono essere le tovagliette che si trovano in pizzeria, mi piace inserire i chiaro scuri con i metodi che ci ha insegnato Giorgio; quando l’insegnante lo chiede, uso l’acrilico. I miei lavori sono spesso a tinte forti.

Cosa cerchi, dunque, nel disegno e nell’uso dei colori?

Nel disegno e nell’uso dei colori cerco prima di tutto la sperimentazione, la creatività e ci trovo spesso la meditazione, quando si disegna è come entrare nel mondo dell’oggetto che stai ritraendo e meditare su di lui.

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Mi sento curioso come un bambino, se guardi un oggetto con gli occhi di un bambino, tutto potrebbe essere dipinto.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Capire che posso anch’io tenere in mano una matita o un pennello sapendo che uso posso farne, prima di questi corsi mi pareva impossibile di imparare quest’arte.

Piotr, tu ci insegni che non si è mai pensionati con la mente, che nonostante non sembri, in noi c’è sempre un bambino curioso, mi ricordi un testo di uno dei miei autori preferiti che diceva proprio così “Credimi. tu non devi smettere di giocare agli indiani. il tuo destino non è nella ruota. ma è nelle tue mani. ed è per questo, credimi, che è meglio fingersi acrobati. che sentirsi dei nani (R. Zero – La tua idea)

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Amo giocare con i colori, ed è appunto, il gioco dei colori che mi piacerebbe tanto esprimere e che venisse percepito attraverso i miei lavori.

C’è qualcosa che hai sognato di dipingere, e non hai ancora fatto?

Il maestro ci permette di spaziare molto, dal ritratto al disegno tecnico (Ndr automobili) al particolare del volto umano ai giochi di prospettiva… lascio che sia lui, che conosce i nostri limiti, a guidarci nella scoperta di nuove tecniche e cose da disegnare.

A chi sei più grato, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

Su questo non ho dubbi, a Luciano Residori che mi ha portato a conoscere il maestro Giorgio e l’Università Popolare di Sona

Qual’é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

Mio zio Feledy Gyula (NDR Pittore e artista nato nel 1928. Leader della nuova generazione di artisti grafici dell’Europa dell’Est nata alla fine degli anni 50 e all’inizio degli anni 60. Artista principalmente grafico, conosciuto per le sue litografie e incisioni a colori, è noto anche come scenografo, illustratore e pittore) e il nostro attuale Maestro Giorgio Mazzurega.

I tuoi prossimi progetti artistici?

Quando sentirò di essermi appropriato delle tecniche necessarie, cercherò di ritrarre la figura di Buddha, componendo un dipinto ad olio dove la sua immagine sia rappresentata più volte, con sfumature diverse e colori delicati. Poi, forse, mi cimenterò anche con l’autoritratto.

Dove potremmo vedere i tuoi quadri? Hai mostre in itinere?

Per il momento i miei quadri, se così vogliamo definirli, possono essere visti negli ambienti della scuola, e sono presente alla mostra di San Giorgio. Chi bussa alla mia porta, inoltre, è sempre il benvenuto.

Quando parteciperai a una nuova rassegna, ci terrai informati, giusto?

Senza dubbio, mi prendo fin d’ora questo impegno.

Un’ultima domanda: che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

Su tutto si può scherzare, con gusto e consapevolezza.

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Con la maglia blu, Luciano Turrini.

LUCIANO TURRINI

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Adesso sono in pensione, ho sempre esercitato la professione di parrucchiere, con un negozio tutt’ora attivo a Sommacampagna.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Mi sono sempre sentito preso da quest’arte fin da quando ero ragazzo, non saprei dirti come nasce la passione per la pittura, probabilmente nel mio caso, questa passione era semplicemente innata.

Quando hai cominciato?

Ho cominciato a dipingere che aro ancora un ragazzo, alle scuole medie mi divertivo durante l’ora di disegno, i primi lavori risalgono a quando avevo 15 anni e si dipingeva con olio su tela.

Da quanti anni frequenti l’Università Popolare di Sona?

L’università Popolare di Sona la frequento da due anni, ma precedentemente ho seguito dei corsi di pittura a Sommacampagna. Contando anche questo, è il sesto anno che frequento dei corsi in materia.

Chi è stato il tuo primo maestro? Hai frequentato scuole ad indirizzo artistico?

Prima di andare in pensione non ho mai avuto la possibilità di frequentare scuole ad indirizzo artistico, anche se ad un esame superficiale il lavoro di parrucchiere potrebbe non essere considerato impegnativo, in realtà “far vivere” un negozio è sempre impegnativo, soprattutto per il tempo che l’attività richiede, spesso quando devono essere fatte coincidere le esigenze dei clienti.

Il mio primo maestro di disegno è stato Stefano Fasoli..

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

Generalmente dipingo con i colori ad olio ma non disprezzo l’uso di tecniche diverse, quali, ad esempio l’acrilico o altro.

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Mi sento un paesaggista, amo dipingere i paesaggi, non necessariamente a sfondo naturale, anche i borghi, i porticcioli, le vie delle città possono presentare scorci e immagini affascinanti.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Sono contento quando avverto sincerità negli apprezzamenti che ricevo dagli amici e dai clienti del negozio. Credo che per un artista, sentire il piacere della gente nell’apprezzare la propria opera sia molto importante, più del parere dei critici d’arte. (e qui ti sei giocato il futuro! NdR)

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Serenità, come lo è il paesaggio che esce da un borgo medievale, da una imbarcazione tirata sulla sabbia o da una lunga fila di case colorate in riva al lago.

C’è qualcosa che hai sognato di dipingere, e non hai ancora dipinto?

Il mondo è pieno di tante cose, tutte da dipingere…

A chi sei più grato, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

A me stesso, sembrerà una risposta narcisistica ma non lo è: quando ne ho avuto la possibilità mi sono lasciato guidare dalla passione e questo, per me è stato ed è importate, oltre, ovviamente, a Fasoli e Mazzurega, insegnanti che mi hanno aiutato molto.

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

L’impressionismo, secondo me, ha un qual cosina in più, ha rotto con gli schemi precedenti ed ha colto l’essenza del paesaggio, anche quando il soggetto era una chiesa, un porto o il salone di un bistrot.

I tuoi prossimi progetti artistici?

Divertirmi continuando a dipingere.

Un’ultima domanda: che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

Non parlerei tanto di “scherzo” perché questa, forse, è una parola grossa che, a volte sott’intende anche cose di cattivo gusto, però credo che con tutto si possa “giocare”.

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Fabio Angelo Mazzi fotografato mentre dipinge.

FABIO ANGELO MAZZI

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Sono un agente di commercio che opera nel settore dei marmi ma da poco sono andato in pensione.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Anch’io sono d’accordo nel dire che le passioni, come quella del canto o dello sport o della pittura, non nascono. Anche quelli che affermano di essersi appassionati in una determinata occasione o grazie a qualche persona speciale in realtà non fanno altro che far emergere un qualcosa che avevano già dentro. Così è anche per la pittura, la passione è un qualcosa che nasce con te che ti porti dentro, devi solo tirarla fuori.

Quando hai cominciato?

Ero poco più che adolescente, avrò avuto si e no vent’anni. Ma c’è stato un lungo periodo della mia vita durante il quale, a causa dei frequenti spostamenti cui mi obbligava il lavoro, ho dovuto smettere. Ho finalmente ripreso a dipingere da poco, nel 2015.

Da quanti anni frequenti l’Università Popolare di Sona?

Questo è il terzo anno che frequento la scuola.

Chi è stato il tuo primo maestro? Hai frequentato scuole ad indirizzo artistico?

Come ti dicevo, fin da ragazzo ho sempre sentito dentro la necessità di dipingere, sono stato fortunato a poter frequentare il liceo artistico nel quale mi sono diplomato nel 1971.

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

Scolastica.

Scolastica?

Sì, cerco sempre di seguire il più possibile gli insegnamenti dei miei maestri.

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Dipende molto dall’estro del momento, dipingo sia il corpo umano che paesaggi. Non è raro che io dipinga anche soggetti che mi vengono suggeriti da altri, molto spesso anche le persone che non esercitano la professione artistica possono darti spunti e idee per nuovi lavori.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Dipingere per me rappresenta il piacere di comunicare agli altri quello che si ha dentro, quando mi accorgo che questo viene percepito sono molto contento.

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Il mio piacere di dipingere, è per questo che a volte accetto anche di avere dei suggerimenti sui temi da svolgere.

A chi sei più grato, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

Per me sono stati importanti gli insegnanti che ho avuto e che ho oggi; hanno saputo e sanno arricchire il mio bagaglio di conoscenze in modo che io possa esprimere nella mia pittura tutto il mio piacere di dipingere. (NDR Non è un gioco di parole, quando una persona ama una certa arte/lavoro chi l’osserva percepisce che viene fatta con il cuore, per il piacere di farla)

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

Oltre agli impressionisti mi piace ammirare l’arte dei cubisti, e poi sono attratto anche da pittori della corrente cosiddetta dell’espressionismo viennese (come ad es. E. Schiele che dipinse nei primi anni del 1900) perché, a mio parere, evidenziano i sentimenti e le paure più nascoste.

I tuoi prossimi progetti artistici?

Non ho, al momento un particolare progetto artistico ma continuerò sicuramente a frequentare l’Università Popolare di Sona e l’Accademia Cignaroli di Verona.

Dove potremmo vedere i tuoi quadri? Hai mostre in itinere?

Oltre che alla mostra che viene organizzata a San Giorgio, potete sempre venire a casa mia, dove tengo i miei lavori e dove siete sempre i benvenuti.

Quando parteciperai a una nuova rassegna, ci terrai informati, giusto?

Certamente!

Un’ultima domanda: cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

Secondo me si può scherzare su tutto, sempre che lo scherzo non sia volgare.

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Mazzi Gabriele, di profilo, impegnato al cavalletto.

GABRIELE MAZZI

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Oggi sono pensionato, la mia vita lavorativa l’ho passata lavorando nel Pastificio Mazzi, azienda di famiglia di Lugagnano.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Principalmente sono mosso dalla curiosità, per vedere se sono capace di creare un qualcosa che mi dia soddisfazione, che mi piaccia.

Da quanti anni frequenti l’Università Popolare di Sona?

È il primo anno che frequento i corsi dell’università popolare di Sona e devo dire che ho trovato un ambiente che stimola molto.

Chi è stato il tuo primo maestro? Hai frequentato scuole ad indirizzo artistico?

Non ho mai frequentato scuole ad indirizzo artistico perciò il mio primo maestro è stato Giorgio, che mi ha aiutato a tirare fuori da me un qualche cosa di buono, se c’è!

Certo che c’è, Gabriele, hai dubbi? Sono proprio queste le occasioni in cui possiamo esprimerci sinceramente e senza paure, è anche per questo che sono importanti i corsi in materie artistiche organizzati dalla nostra Università Popolare. Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Mi piacerebbe provare a dipingere paesaggi anche se penso che per me, affrontare questi soggetti sia ancora un po’ prematuro.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Vedere i volti che, sotto la guida di Giorgio, sono riuscito a disegnare, sono molto soddisfatto dei risultati che ho ottenuto.

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Mi piacerebbe provare la gioia di trasferire nei prossimi lavori i miei ricordi, i miei sentimenti, il mio modo di vedere le cose e le persone.

A chi sei più grato, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

Credo che le iniziative promosse dall’università popolare di Sona siano molto importanti, per il territorio e non solo, è a coloro che organizzano queste attività che sono grato….

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

Mi piacciono molto gli Impressionisti.

Che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

Il dolore, la sofferenza che tutti, anche se in modo diverso, provano nella loro vita, non può, a mio parere, essere oggetto di scherno.

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Daniele Bonafini al cavalletto.

DANIELE BONAFINI

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Lavoro come operaio in una azienda che costruisce macchine laser, per la saldatura in oreficeria.

Come nasce la tua passione per la pittura?

I quadri mi sono sempre piaciuti e, ogni tanto, anche quando ero ragazzo, ne dipingevo qualcuno, oppure facevo disegni e coloravo con gli acquerelli.

Come hai cominciato?

A dipingere e disegnare con regolarità ho cominciato nel 2008, frequentando i corsi dell’università popolare di Sona

Ormai, quindi, sei un decano della nostra università. Chi è stato il tuo primo maestro?

Quando ho iniziato a partecipare a questi corsi il primo maestro è stato Jean Pierre. È con lui che mi sono formato i primi rudimenti tecnici.

Tecnicamente, ora, come definiresti la tua pittura?

Non ho uno stile fisso, cerco sempre di sperimentare. Spesse volte mi sono cimentato con quadri che si rifanno al simbolismo (nato in Francia intorno al 1880, il Simbolismo nasce come corrente alternativa al Realismo e all’Impressionismo; per questi pittori il dipinto era concepito come espressione concreta dell’idea, momento di fusione di elementi della percezione sensoriale e spirituale; simbolisti sono stati, ad esempio O. Redon e E. Bernard). Attraverso lamia pittura cerco di trasmettere significati derivati dalle mie esperienze di vita e dalla mia sensibilità.

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Prediligo i paesaggi e i volti cercando sempre di far emergere il significato (emozione) che mi trasmettono.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Vedere il pubblico che visita le nostre mostre quando si ferma ad ammirare, e talvolta, a fotografare, i miei quadri.

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Dall’esperienza di vita che ho accumulata sulle mie spalle cerco sempre di dipingere sempre quello che ho provato, che ho visto, che ho capito nelle diverse situazioni/ambienti in cui mi sono trovato e, magari, aiutare chi guarda ad arrivare alla mia visione e comprensione.

C’è qualcosa che hai sognato di dipingere, e non hai ancora potuto farlo?

Vorrei tanto fare la copia del quadro “La ragazza col turbante” (conosciuta anche col nome de “La ragazza con l’orecchino di perla” è un famosissimo olio su tela databile attorno al 1665) di Jan Vermeer.

A chi sei più grato, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

A mio fratello Giorgio: è stato lui che mi ha convinto a iscrivermi a questi corsi.

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

Mi piacciono tantissimi gli Impressionisti, fra i quali ho una particolare predilezione per Claude Monet, il pittore che ha dipinto le Ninfee.

I tuoi prossimi progetti artistici?

Sto lavorando molto sulle mie tecniche per acquisire uno stile meno definito, più spontaneo e “in movimento”, che lasci più spazio alle sensazioni.

Dove potremmo vedere i tuoi quadri? Hai mostre in itinere?

Oltre alla mostra di San Giorgio, sempre insieme con il gruppo dei pittori di Sona, esporrò le mie tele a Lazise presso la Sala Civica, nel periodo che va dal 1 al 7 giugno.

Quando parteciperai a una nuova rassegna, ci terrai informati, giusto?

Contateci.

Un’ultima domanda: che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

Sulla fede delle persone. Che una persona sia credente o non lo sia, questi deve sempre avere rispetto di ciò in cui gli altri credono. E poi non gradisco gli scherzi quando urtano la sensibilità delle persone e i loro sentimenti.

About Marco Bertoncelli

Nato a Verona nel lontano settembre del ’59, risiede a Sona dal 1992. Sposato con due figli. Amante della lettura, se si escludono Simenon e Guareschi, preferisce la saggistica ai romanzi. Già arbitro federale, negli anni 80 promuove la costituzione del "Circolo dell’Angelo di San Massimo". A Sona è fra i soci fondatori dell’ Ass. Cav. Romani e ha contribuito alla nascita de “La Zattera”. Autore di testi teatrali e racconti, dal 2011 collabora con il Baco con una nota di gastronomia filosofica.

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