Iana di Lugagnano e la sartoria. Una passione antica che può aprire al futuro

Incontriamo Iana Culeac, ventidue anni e residente a Lugagnano da quando ne ha dodici. Iana ci racconta la sua grandissima passione per la sartoria.

Qual è il tuo percorso di studi e di lavoro?

Alle superiori ho frequentato la scuola di ragioneria Pindemonte. Dopo i cinque anni scolastici mi sono presa un anno sabbatico durante il quale ho lavorato saltuariamente in vari posti. Inoltre, ho frequentato un corso di sartoria di due mesi di circa duecento ore totali. Ora lavoro in uno studio commercialista.

E com’è stato il corso di sartoria?

Una vera e propria full immersion! Ma è stato bellissimo.

Come sei venuta a conoscenza di questo progetto?

Tramite mia sorella: essendo iscritta al progetto “Garanzia Giovani”, mi ha fatto conoscere questo corso di sartoria attraverso la newsletter che riceve via mail. Mi sono quindi candidata senza pensarci due volte e, dopo aver sostenuto un colloquio, mi hanno selezionata. È stato un corso davvero molto interessante: la formazione che ci hanno offerto era davvero per la sarta professionista.

La sartoria è sempre stata una tua passione o è nata con questo corso?

Sono sempre stata appassionata alla sartoria fin da piccola. Io sono nata in Moldavia e ho frequentato là le scuole elementari. A partire dai sei anni circa la formazione scolastica prevede che vengano insegnati anche dei lavori manuali, e tra questi c’è la sartoria. Non ho mai avuto dubbi che questa sia la mia passione: il tempo vola sempre quando mi dedico a questa attività.

Come hai coltivato questa tua passione?

Il corso che ho frequentato mi ha permesso di acquisire una sicura e determinata autonomia; prima, infatti, avevo giusto qualche capacità base e mi facevo aiutare spesso da mia mamma. In seguito, in età adolescenziale, soprattutto, quando vuoi essere alla moda o trasmettere qualcosa di nuovo attraverso l’abbigliamento, con qualche permesso sceglievo qualche abito dal guardaroba di mia mamma e di mia sorella per modificarlo e aggiungere qualcosa di mio.

E oggi?

Oggi sfrutto molto i mercatini dell’usato, purtroppo ogni armadio ha un limite.

Ho visto che hai aperto un blog.

Sì, da circa dieci mesi. Non è così semplice gestire un blog: occorre alimentarlo sempre e saper sfruttare tutte le sue funzionalità. Nel primo mese ho avuto circa 1600 visualizzazioni, ed è stato davvero un risultato soddisfacente!

Che rapporto hai coi social networks?

Utilizzando Facebook e Instagram da qualche anno, riesco ad ambientarmi nelle piattaforme dei social piuttosto bene: recentemente mi sono iscritta anche a Pinterest, ad esempio. Penso che siano degli strumenti bellissimi e, se tenuti bene, possono offrire diverse opportunità.

Dal tuo punto di vista, qual è la loro funzionalità?

I social mi permettono di condividere la mia passione e, soprattutto attraverso il mio blog, mostrare passo passo come realizzare ciò che ho ideato. Ecco, mi piacerebbe trasmettere l’idea che per vestirsi bene e alla moda non c’è bisogno di tanti soldi: bastano ago e filo, un pizzico di fantasia e un po’ di pazienza. L’opzione che preferisco è il refashion, quindi ridare valore ad un capo che teniamo nell’armadio ma che non indossiamo più.

Mi pare di capire che lavorare in questo settore sia il tuo sogno nel cassetto.

Certo, mi piacerebbe moltissimo lavorare in questo ambito. Tuttavia un anno di passaggio è opportuno, devo acquisire autonomia anche nell’ambito lavorativo che sto frequentando.

Come trovi il tempo per dedicarti alla sartoria?

Nel weekend o alla sera dopo il lavoro, anche fino a notte.

Una volta realizzate, come gestisci le tue invenzioni?

Per ora realizzo qualcosa per me, per mia sorella, per mia mamma e per qualche amica.

Che consiglio ti senti di dare a tutti quei nostri lettori che hanno una passione o un sogno nel cassetto?

Di non tenerlo assolutamente nel cassetto! Penso che occorra raggiungere i nostri obiettivi provandoci e riprovandoci, nonostante gli ostacoli, il lavoro e le difficoltà, con ogni mezzo. Anche internet in generale – social networks, YouTube, blog – possono essere uno strumento prezioso se usato correttamente.

Ci racconti un momento in cui questa tua passione ti ha donato una grande soddisfazione?

Qualche anno fa ho realizzato i costumi di Alice e del Cappellaio Matto in occasione di una festa in maschera da un amico di Lugagnano. In quello stesso periodo, dopo che ebbi mandato il curriculum a Verona Fiere, mi chiamarono per ordinare venti cappelli del Cappellaio e due costumi di Alice in occasione di una festa a tema: coloro che gestiscono le assunzioni del personale in fiera avevano, infatti, dato un’occhiata al mio profilo Facebook e hanno apprezzato i costumi che ho realizzato.

Ci puoi dire qualche progetto importante da te realizzato?

Ho preparato un vestito per mia sorella in occasione del suo matrimonio. Si tratta di un refashion impegnativo e molto laborioso a cui tengo moltissimo.

Per visitare il blog di Iana, clicca qui: www.ianafedrigo.com

 

About Gianmaria Busatta

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, ha conseguito la maturità presso il liceo classico Don Nicola Mazza (VR) nel 2013, è laureato in Economia e commercio e frequenta il corso di laurea magistrale in Banca e finanza presso l'Università degli studi di Verona. Grande interesse per eventi culturali e politici, ha come passione più forte il cinema. Ha frequentato il corso Tandem "Cinema e letteratura" presso l'Università di Verona e il corso "Scrivere cinema" presso la Biblioteca Civica di Verona.

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