Nuovo presepe contadino

E’ sera, spaparanzato sul divano seguo stizzito alla tv le vicende sportive e societarie dell’hellas. Spesso termino così le mie giornate, cadendo esausto in letargo davanti al piccolo schermo; senza alcun rimorso per aver abbandonato dopo una vita la mia principale passione, il calcio giocato, che almeno mi teneva occupato per due serate la settimana.

La squadra che aveva la compassione di annoverarmi tra le sue fila, con il trasferimento delle mie scarpe dal campo al fatidico chiodo per sopraggiunti limiti tecnici, tattici, agonistici e d’età, ha stranamente iniziato a vincere imperterrita e ciò mi fa pensare. E più penso, più m’avvilisco e mangio, così ora devo anche convivere con un’insolita pancetta.

A rompere la consueta monotonia serale, un frenetico ticchettio alla porta di casa. Dal vetro opaco distinguo la sagoma saltellante, fasciata in una coperta di pile per il freddo, del mio carissimo nipotino Amilcare. “Corri zio, vieni a casa mia a vedere una cosa”! Nel percorrere i pochi passi del tragitto immagino già che voglia mostrarmi la collezione completa dei Gormiti. In lui, nei suoi occhi sprigionanti entusiasmo, ritrovo antiche emozioni vissute da bambino.

Ricordo quella volta durante la messa del sabato sera che scartando un pacchetto di figurine Panini, acquistato qualche istante prima dalla Rosetta con la mancia di mamma perché ero stato bravo a scuola, trovai l’introvabile figurina dello stopper cagliaritano Comunardo Niccolai con la mitica casacca dal laccio che chiude il colletto. Il prezioso e raro cimelio andava a riempire l’unico ed odioso spazio vuoto rimasto nell’album, quello situato tra il libero Giuseppe Tomasini ed il mediano di spinta Cesare Poli.

Amilcare mi stupisce, non è tipo che si esalta per simili banalità: “Guarda zio bacan de Lugagnan, guarda che bel presepio, l’ho fatto da solo….Insieme alla mamma”. Gli accarezzo la testa e mi lascio andare ad un “è bellissimo”, ma pur apprezzandone il certosino impegno, la visione più attenta e meticolosa del presepe suscita in me perplessità legate ad una rappresentazione che dovrebbe aggiornarsi col passare del tempo.

Per deformazione professionale mi balza subito all’occhio la mancanza di marche identificative nei lobi dei padiglioni auricolari di bue, asinello e di un folto gregge di pecore, il che mi fa supporre che tali capi non siano nemmeno registrati nell’elenco nazionale dell’anagrafe animale e, cosa altrettanto grave, non si sia provveduto ad un piano di smaltimento delle deiezioni in rispetto alla nuova direttiva nitrati che entrerà in vigore col primo gennaio 2008. Un brutto esempio da proporre perché se lo faccio io cado nel penale! Vicini alla capanna Santa stazionano due piccoli artigiani, un fabbro ed un falegname, che in barba alle norme antinfortunistiche lavorano privi di calzatura adeguata, di guanti da lavoro, di tappi per le orecchie, di mascherina antipulviscolo. Se si fanno male l’INAIL non risponde.

“Vedi zio, quella lì che fa la polenta nel stagnàr lè la nona”. “Non penso proprio” rispondo io “la nonna sa benissimo che a noi bacani non è concesso accendere fuochi e bruciare legna all’aperto. Scateneremmo l’ira di tutte le istituzioni a tutela del territorio, torneremmo ad essere la categoria più inquinante del pianeta. Elimina subito la statuina”!

Al caro nipote faccio presente che tutte quelle sterminate collinette verdi di muschio soffocano il paesaggio rendendolo irreale. Il mio consiglio è di prevedere, per il prossimo anno, la possibilità di un insediamento commerciale o industriale ma lui, penosamente, s’aggrappa a scuse di tipo viabilistico asserendo che allora dovrebbe anche adeguare la rete dei collegamenti stradali. Ingenuità perdonabile perché classica dei bambini.

Tolte le colline, il paesaggio rimanente è veramente bello e multicolore. Amilcare mi spiega che dove c’è marron ha appena arato, dove c’è giallo ha seminato il grano, il verde è una distesa di mais, il giallo paglierino è l’orzo. La sua passione per la campagna m’inorgoglisce ed accende una flebile speranza di proseguimento futuro anche alla mia azienda. Pensare che fino all’anno scorso tutti questi colori potevano essere sostituiti con un monocromatico grigio cenere, quello classico dei terreni incolti.

La CEE dava, infatti, contributi ai proprietari terrieri per questo tipo di coltura-non coltura. L’intento era quello d’abbassare le eccessive produzioni per ottenere un prezzo equo delle derrate. L’innalzamento spaventoso del prezzo dei cereali nell’ultimo anno, dovuto al totale svuotamento delle riserve nel granaio d’Europa, vuoi per la siccità o per l’utilizzazione della granaglia in scopi extra alimentari, ha indotto la Comunità Europea a dare contributi per incentivare a seminare dove da i contributi per incentivare a non seminare. 

Una situazione quindi molto chiara che da precise indicazioni a tutti gli agricoltori. Io penso che se dai prossimi anni nei presepi contadini inizieranno a fare la loro comparsa cave e discariche, non si debba prendersela con i bacani!

“Zio, ma c’è qualcosa che sia ancora attuale nel presepio che ho fatto?” La domanda, pur posta da una creatura che ha solo un lustro in bocca, è impegnativa ed intrigante. “Si Amilcare…. Il Bambin Gesù che nasce ed è deposto in una mangiatoia. Magari adesso li mettono in borse della spesa o in cassonetti o li lasciano sui marciapiedi, ma ci sono ancora troppi bambini sfortunati che vedono la luce nella sofferenza.”

Ormai è Natale, la mia acida critica ha turbato l’animo sereno ed incontaminato di un bambino. Mi sento in colpa, forse ho esagerato, forse dovevo solo fermarmi a quel “è bellissimo”. Amilcare è andato in un’altra stanza, mi ha lasciato da solo a contemplare pecore, muschio, statuine, ruscelli, luci ad intermittenza. Forse l’ho deluso, forse….. “Zioooo, vieni a vedere la cosa che ti avevo detto”. “No, non ci credo… Hai completato l’album dei Gormiti?… Can da l’ua….Te si stesso de to sio!”

 

About El Bacan de Lugagnan

Autorevole esponente del contado di Lugagnano, dall'età imprecisata (chi dice abbia 12 anni, chi 127) e dalla lingua tagliente, collabora con il Baco fin dalle sue origini, pur preferendo rimanere sempre nell'ombra.

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