Le nuove statuine, il presepe visto dal Bacan

Siamo ancora in novembre e fuori nevica. L’anticipazione invernale cui assisto mi proietta già in ottica natalizia. Ritorno a scrivere dopo un po’, giusto il tempo per gli auguri a voi, amatissimi lettori. Direte che sono in netto anticipo, è vero; mi allineo con la strategia dei grandi ipermercati che già dai primi di novembre ci propongono vetrine con addobbi di fine anno. Dolorose perdite hanno allontanato idee e voglia per scrivere decentemente su una testata importante come quella del Baco.

Nel frattempo, durante il periodo della mia astinenza editoriale, è divenuta ufficiale una notizia che mi riguarda direttamente: sono rimasto l’ultimo bacan-vacàr del paese di Lugagnano, l’unico superstite degli allevatori di vacche da latte, il vincitore inconsapevole di un Reality Sciò! Sono ormai preistorici i tempi in cui nel nostro paese ogni casèta la ghea la so stalèta. L’ulteriore momento di celebrità invece che inebriarmi di gioia mi spaventa, la consapevolezza d’essere un personaggio in via d’estinzione è sempre più marcata, la cittadinanza mi approccia con circospezione e curiosità.

Da quest’estate, a ridosso dei miei poderi, c’è un impressionante andirivieni di giovani mamme che portano i loro pargoletti a visitare l’ultimo esemplare di bacan-vacàr. Sono armate di videocamere e fotocamere digitali, pronte ad immortalare l’attimo in cui il loro bambino al grido di contadiiiiinooooo lancia, da dietro la rete metallica di sicurezza, popcorn e pezzetti di crackers all’incredulo uomo delle vacche. Le recenti incursioni nella periferia Lugagnanese (in modo particolare nella mia contrada) di avvenenti signorine dalle più disparate etnie e dal più succinto vestiario, che prima si pensava fossero dovute all’allontanamento delle stesse dal loro luogo abituale di lavoro (la statale undici N.d.R.), ora hanno una diversa spiegazione: maldestri e provocatori tentativi di ufficiali dell’azienda sanitaria veterinaria per farmi accoppiare in cattività, cercando così di salvaguardare il mantenimento della mia specie e della loro professione.

La tentazione è enorme ma il mio spirito è forte e consapevole che, una volta rinvigorita la discendenza, potrei essere usato come cavia e vivisezionato a scopi scientifici per capire come riesca ancora un bacan-vacàr a sopravvivere in un territorio totalmente inospitale per l’esercizio agricolo com’è divenuto quello del paese di Lugagnano. Meglio non rischiare. E’ il momento degli auguri, mi sono imposti dalla Redazione che evidentemente sopravvaluta la mia figura al punto tale da pensare che interessino a qualcuno; supero alla grande il comprensibile disagio e ve li porgo accompagnati da un consiglio.

Ormai da alcuni anni è usanza consolidata che nei presepi di gran parte d’Italia, oltre alle classiche statuine, trovino posto anche miniature di personaggi più o meno contemporanei che con le loro gesta hanno dato lustro ai propri paesi di provenienza. Una mescolanza di sacro e profano dove purtroppo proprio quest’ultimo sembra essere l’ingrediente giusto per dare valore aggiunto alla rappresentazione natalizia. Ecco allora spuntare presepi abitati da Maradona, Pippo Baudo, Pavarotti, Simona Ventura, Vladimir Luxuria e Carlo Capponi.

Fortunatamente nel veronese la moda sembra ancora non aver attecchito, alcuni piccoli artigiani però hanno confezionato nell’evenienza calchi riproducenti Ivana Spagna, Damiano Cunego, Osvaldo Bagnoli, Flavio Tosi, Fabio Testi, Silvia Battisti con annessa coroncina di miss Italia. Noi di Sona ci stiamo muovendo? Sarebbe da sciocchi farsi trovare impreparati! Il mio consiglio…? Procuratevi la statuina dell’ultimo bacan-vacàr…. Date valore al vostro presepe. Auguri di Buon Natale e felice anno a tutti, specialmente ai bambini e agli ammalati.

 

About El Bacan de Lugagnan

Autorevole esponente del contado di Lugagnano, dall'età imprecisata (chi dice abbia 12 anni, chi 127) e dalla lingua tagliente, collabora con il Baco fin dalle sue origini, pur preferendo rimanere sempre nell'ombra.

Related posts