“Il Cosano”: el Bacan de Lugagnan ci spiega la lingua degli anziani

Sto diventando vecchio, i segnali sono molteplici ed inequivocabili. I ragazzi mi parlano dandomi del lei, è un’emozione mai provata prima, rimango attonito e sconcertato. Purtroppo il fisico manda chiari segnali di declino se non proprio di degrado. Il volto sembra la cartina fisica dell’Italia, attraversato da fiumi di rughe; il capello i ghiacciai perenni d’alpi e dolomiti. “Brizzolato fa molto fascinoso” mi rassicura impietosito il coiffeur di fiducia, mia moglie mentendo teneramente vede in me rughe d’espressione e non di vecchiaia.

Evitando di trascorrere il resto dei miei giorni con l’incubo di un disfacimento progressivo, ho deciso di tamponare le falle mettendo sotto contratto due giovani professioniste a tutela della mia immagine puramente fisica: una personal trainer ed un’estetista. Con la prima abbiamo deciso congiuntamente un programma di tonificazione muscolare con sedute su macchine isotoniche, spinning, aerobica, panca, fitness, pesi, body building, acquagin e tapìrulàn, inframmezzate a lezioni di yoga che, basandosi sulla meditazione, mi faranno cadere in un sonno profondo e rigenerante.

L’estetista, da parte sua, si è premunita di scorte di cremine antiage atte a combattere i radicali liberi e di altri intrugli melmosi per l’idratazione e l’elasticità della pelle. In previsione che ciò non bastasse, ecco pronte iniezioni di collagene e botulino da sparare nelle cavità rughifere per dare al viso quella sobria e ed estetica rotondità tipica dei volti dei pugili dopo incontri per la corona sui 15 round. La ciliegina sulla torta è l’epilazione a livello dell’attaccatura nasale di qualche centimetro di pelo superfluo per dare discontinuità all’arcata sopracciliare altrimenti troppo somigliante alla sagoma di una rondine in volo.

Tutto ciò sarà sufficiente a ridonarmi la gioventù perduta? No, perché la mia è vecchiaia anche, e soprattutto, mentale! Ricordo da ragazzino il fastidio che provavo nell’ascoltare discorsi di alcune attempate persone che si nutrivano voracemente di frasi fatte e luoghi comuni, di catastrofiche previsioni che mi ricordavano che “a sto mondo sen tuti de pasagio”, “vegnarà un giorno che non te ridarè più”, “la ruota gira”, “ancò a mi, domàn a ti”, “iè gli ultimi anni quei che pesa”.

Ora mi trovo in una situazione in cui, per il plagio continuo subito negli anni, o forse per il passare di questi, quelle che prima erano frasi che subivo con senso di repulsione mi si ripropongono alla memoria come profezie, perle di saggezza. Attualmente forse m’immedesimerei meglio in un ottantenne piuttosto che in un adolescente, convinto che gli anziani possano ancora dare moltissimo, a me per esempio hanno insegnato il Cosano!

Il Cosano è una vera e propria lingua, tipica della terza età, che sorregge la comunicazione anche quando amnesie e dimenticanze divengono sempre più frequenti. L’articolo uno ed unico della sua costituzione recita testualmente: il Cosano è una lingua essenzialmente parlata, basata sul coso. Molto importante la definizione “essenzialmente parlata” perché quando alla fine del mio articolo vi farò qualche esempio di Cosano scritto, capirete che è di difficoltosa traduzione.

Il C.M.S.D.L. (Comitato Mondiale sullo Studio della Difficoltà delle Lingue) lo pone al terzo posto come coefficiente di difficoltà dietro solamente all’Uzbekistanese ed al Bergamasco. E’ una lingua atipica che non deve essere presa alla lettera ma interpretata, intuita, gesticolata e dove l’importanza primaria è appunto la posizione del coso. Il coso è un vocabolo straordinario, un tuttofare instancabile, un jolly grammaticale, un soccorritore linguistico, l’ancora di salvataggio per soggetti, complementi oggetti e predicati verbali. Umile e modesto sorregge frasi e discorsi che altrimenti in taluni casi morirebbero sul nascere.

Ama viaggiare con tutta la sua famiglia: la cosa (la forma femminile) i cosi e le cose (le forme plurali maschili e femminili). Il meglio di se lo esprime subentrando ai verbi, esibendo l’identica gamma di tempi che troviamo nella lingua italiana: il presente (mi còso) il passato prossimo (ò cosà) l’imperfetto (cosàvo) il trapassato prossimo (avea cosà) il passato remoto (cosàa) il trapassato remoto (ea cosà) il futuro semplice (cosarò) il futuro anteriore (arò cosà) il condizionale (cosarea) l’infinito (cosàr) il gerundio (cosàndo).

Non mi dilungo oltre, amatissimi lettori, temo di mettervi confusione. Come promesso vi lascio con alcune frasi e la relativa traduzione. Iniziamo con la madre delle frasi: el mà dito coso de saludarte!…. Mi ha detto la persona che tu hai già intuito di chi trattarsi, di porgerti i suoi cordiali saluti. Un fedele che in confessionale ammette al sacerdote: ò tirà na siraca da far cosàr i muri chiede il perdono per aver… bestemmiato ferocemente. In campo medico un ortopedico che si rivolge alla sua equipe infermieristica con la frase: fasighe na còsa al zenocio… quel de là intende…. Sottoponete a tomografia assiale computerizzata l’arto inferiore sinistro del paziente.

Parlando di partiti e liste civiche la frase ricorrente della gente comune: i còsa da na carega alaltra come giusto ridar ricorda che…le alleanze politiche sono in continua evoluzione. Gli anziani approcciano al mondo di internet con affermazioni tipo: me fiol su coso là conossuo un saco de cosa….Mio figlio su facebook ha dato la sua amicizia a molte signorine.

Ora un piccolo tranello. Un bacan dice ad un amico: vien a catarme che cosen quatro costine e been na bossa de vin. In questo caso la frase non è in lingua Cosana perché il termine cosen non è voce del verbo cosàr bensì del verbo italoveneto cuocere – cosar.

Mi congedo con una frase adatta alla stagione che stiamo iniziando pian piano a metterci alle spalle: stinverno à fato tanta de quela neve che speren che sta primavera no cosa l’Adese…..le abbondanti nevicate invernali potrebbero essere causa di esondazioni primaverili del fiume Adige. Se qualcuno di voi è intenzionato ad approfondire la conoscenza può prendere contatto con la Redazione del Baco e farsi lasciare i miei recapiti telefonici per eventuali lezioni private. Dopo ovviamente ne cosaren sul prezzo.

 

About El Bacan de Lugagnan

Autorevole esponente del contado di Lugagnano, dall'età imprecisata (chi dice abbia 12 anni, chi 127) e dalla lingua tagliente, collabora con il Baco fin dalle sue origini, pur preferendo rimanere sempre nell'ombra.

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