Il libro: “Io ci sono” di Lucia Annibali. Tornare a vivere dopo una storia di non amore

La Recensione

La sera del 16 aprile 2013, Lucia Annibali, avvocatessa di Urbino di 35 anni, venne aggredita sul pianerottolo della sua abitazione di Pesaro, mentre rincasava, da un uomo incappucciato, il quale le gettò addosso dell’acido solforico.

Il viso, il collo ed una mano della giovane donna vennero corrosi dall’acido, con conseguenti gravi lesioni anche agli occhi ed il rischio di perdere la vista. Lucia venne immediatamente ricoverata al centro grandi ustioni dell’ospedale di Parma, dove negli anni ha poi subito diversi interventi chirurgici di ricostruzione, che hanno comportato atroci sofferenze ed un viso molto diverso da quello che aveva prima dell’agguato.

Intervistata da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, a proposito delle sofferenze patite ha affermato: “Sentivo dentro di me questa voce, cioè il mio carattere, che mi diceva di stare tranquilla, di sopportare tutto quello che c’era da sopportare ma che ce l’avrei fatta. E’ stato un momento chiave per reagire. Non potevo nemmeno piangere perché i medici mi dicevano che le lacrime non erano compatibili con la pellicola che mi avevano applicato al viso”.

Il responsabile della violenza è Luca Varani, un avvocato con cui la Annibali aveva avuto una relazione, durata fino a quando aveva scoperto che lui viveva con una donna. L’uomo giurava di essere libero ma in realtà dalla sua convivente aspettava addirittura un figlio.

Lucia, dopo molti tira e molla, aveva tentato di lasciarlo, si negava al telefono, non rispondeva ai messaggi ed evitava di incontrarlo, ma lui la pedinava, la aspettava sotto casa, le scriveva mail piene di bugie in cui giurava di amarla, di aver lasciato l’altra, di voler vivere solo con lei. Vedendo che Lucia era decisa ed irremovibile, aveva cercato più volte di intrufolarsi a casa sua, escogitando un modo per fargliela pagare.

Nello specifico, dopo pochi giorni dall’agguato con l’acido, Luca Varani venne arrestato con l’accusa di aver pianificato l’aggressione, pagando due uomini di origine albanese perché aggredissero Lucia al suo posto. Si venne a sapere che Varani aveva anche in precedenza manomesso le valvole del gas dopo essersi introdotto di nascosto in casa della Annibali, rischiando di far saltare per aria l’abitazione.

Varani è stato condannato a vent’anni di carcere, ma Lucia non riavrà più il suo viso e il sorriso di prima.

Leggendo il suo libro ci si rende conto del coraggio, della forza, del lungo cammino che hanno portato Lucia a non scivolare nella disperazione più nera e a rialzarsi dopo questa terribile storia di non amore. Non tutte le donne sarebbero in grado di sopportare il dolore fisico e soprattutto quello psicologico che avvolge questa vicenda. Lucia non ha solo cercato, attraverso tanti trapianti, di ricostruire la sua pelle fuori, ma soprattutto ha lavorato con determinazione per risollevarsi dentro, per rinascere, per uscire dall’umiliazione e dalla delusione, dopo aver dato se stessa, i suoi sentimenti più preziosi alla persona sbagliata, senza rendersi conto in tempo, decidendo di dare ancora una possibilità, rifiutando di credere all’ennesima bugia.

A chi le chiede perché avesse aspettato tanto a denunciarlo, la Annibali risponde che stava per farlo ma riconosce che non era facile per lei ammettere di essersi innamorata dell’uomo sbagliato e smettere di amarlo; inoltre aveva paura delle conseguenze.

Ora Lucia è una donna nuova, che racconta la sua storia per aiutare altre donne ad uscire da storie malate, dicendo loro di amarsi, di non permettere a nessuno di trattarle male, di non credere di meritare la violenza perché essa non dipende mai da chi la subisce, la violenza non si merita. L’unico responsabile è l’uomo che la commette, l’uomo sbagliato e pericoloso che non cambierà, che non sarà possibile salvare dai suoi demoni personali.

La violenza sulle donne continua ad essere perpetrata in Italia con stupefacente costanza anche nel 2017. In questi ultimi giorni la cronaca ci parlato di due giovani, la ventiduenne Alba Chiara Baroni e la ventunenne Nadia Orlando: tutte e due assassinate da chi le voleva solo per sè e non riusciva ad accettare un rifiuto, la fine di una storia, la perdita.

L’autobiografia di Lucia Annibali apre gli occhi su un dramma purtroppo fortemente attuale, ma senza inutili vittimismi, facendoci sentire vicini ad una persona che ha sofferto, che sa cosa significa convivere con un grande dolore e superarlo, tornare a vivere con dignità, guardare avanti e sorridere, nonostante tutto.

Gli anni che verranno saranno quelli di un’altra Lucia. La donna che sono stata finora non esiste più e non è che la rinneghi. E’ che davanti allo specchio ce n’è una nuova più consapevole, più forte, più determinata, più coraggiosa e, anche se potrà sembrare strano, più bella. Mi sento bella della mia dignità e del mio orgoglio; amo il mio viso più di quanto lo amassi quand’era perfetto, lo amo perché mi sono sudata ogni piccolo, piccolissimo passo avanti per vederlo migliorare.

La scheda

Lucia Annibali, Io ci sono – La mia storia di non amore, Rizzoli, 2014, pp. 270.

About Chiara Giacomi

Nata a Verona nel 1977, ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona e l'abilitazione all'insegnamento presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Sposata, con due figli, insegna Lettere al liceo.

Related posts