Solo in Italia (e a Sona) a ventotto anni si è ancora dei bambini

La prestigiosa rivista Forbes ha recentemente stilato la classifica degli under 30 più influenti al mondo.

Il periodico americano ha scelto per venti settori, dall’economia allo sport alla politica, un giovane non ancora 30enne che ha rivoluzionato il proprio ambito di interesse. Tra questi Hope Hicks, che a soli 28 anni è stata responsabile della comunicazione durante la campagna elettorale di Trump, Michael Martin che a 27 anni ha operato una vera rivoluzione nel settore della sanità creando un’app che permette alle persone affette da malori improvvisi di inviare la propria posizione ai servizi di ambulanza con un semplice tocco dello smartphone e Noah Kraft che venticinquenne ha cofondato Doppler Labs, che produce tecnologia per fruire la musica, e che nell’ultimo anno ha registrato con la sua compagnia 50 milioni di incassi.

Senza quindi andare a scomodare il controverso ricordo di Muammar Gheddafi, salito al potere in Libia nel 1969 a soli 27 anni, quello che il mondo ci racconta sono giovani che nei settori chiave fanno sentire la loro voce. E cambiano le cose.

Tutta diversa è la storia in Italia, dove i giovani rimangono in eterno giovani, quindi senza diritto di parola. Salvo poi un giorno scoprirsi di colpo vecchi, e aver dissipato inutilmente tutta la loro carica propulsiva degli anni del cambiamento.

Un problema che riguarda anche Sona. Negli ultimi mesi ci è capitato più volte di vedere in azione Mattia Leoni, il Consigliere comunale dell’Amministrazione Mazzi che sta operando molto bene nel mondo delle politiche giovanili. Possiamo senza dubbio definirlo come la vera stella nascente della politica locale, sia per lo spessore personale che per la qualità delle iniziative che sta mettendo in campo. E che più volte il Baco ha raccontato, e anche intervistato.

Quello che lascia perplessi, e non è ovviamente colpa sua, è che venga sempre presentato, sia negli eventi pubblici sia sulla stampa, come il “baby consigliere”, il “consigliere bambino”, “il giovane Leoni”. Il fatto è che Leoni di anni non ne ha diciotto, o venti, ma ormai ventotto. Che nel mondo reale, fuori dall’Italia, significano essere ampiamente e di diritto adulti.

Il problema non è solo lessicale, di uso delle parole. E’ un problema sostanziale, profondo. E riguarda il rapporto che tutti noi adulti abbiamo con i ragazzi. Che adoriamo descrivere nelle nostre pensose teorie sul “come dovrebbero essere” e che, soprattutto, adoriamo affossare con i nostri “però noi alla loro età…”. Ma ai quali, in realtà, non sappiamo dare spazio e voce. Nella politica come in tutte le altre realtà della vita. Perchè, in fondo, di loro proprio non ci fidiamo.

Forse per la paura di scoprire che possono essere anche meglio di noi. Che possono portare idee nuove che magari non ci piacciono, idee che forse addirittura possiamo non capire. Ma che sono essenziali per costruire, invece che limitarsi a mantenere ciò che è. E forse anche per la paura di accettare di non essere più, noi, giovani.

E quindi Leoni, a ventotto anni, è per tutti e in ogni contesto un “giovane”, un “baby consigliere”. Un bambino, di fatto. Ed invece parliamo di un uomo, che sta facendo bene il suo lavoro di Consigliere comunale aiutando un bel gruppo di giovani (loro sì giovani veri) a credere nel valore dell’impegno pubblico.

Bene sta facendo quindi il Sindaco Mazzi a puntare su di lui. Ma il lavoro che sta portando avanti Leoni non deve costituire l’eccezione, non deve rimanere un segno isolato.

Abbiamo bisogno di giovani veri, in carne ed ossa, contraddizioni ed incoerenze comprese. Mentre dei tanti finti giovani di cinquant’anni, che rincorrono un giovanilismo senza senso, possiamo tranquillamente fare a meno.

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è uno dei quattro fondatori del Baco. Dal 2008 ricopre il ruolo di Presidente.

Related posts