Rallentare senza sensi di colpa, anche a Sona. Una riflessione per l’anno nuovo

Durante le festività natalizie quasi tutti hanno avuto la possibilità di rallentare, almeno per un attimo, almeno per un giorno. Forse molti si sono resi conto che il lusso vero, il regalo più bello da trovare sotto l’albero non è l’ultimo modello di smartphone o un gioiello costoso, ma il tempo.

Tempo per se stessi, tempo per rallentare, tempo per lasciare andare tutti i pensieri,tempo per annoiarsi. Smettere di tenere sempre il piede sull’acceleratore, smettere di correre costantemente come una trottola, smettere di dover sempre essere multitasking. Perché – diciamocelo – non ci sono poi così tanti vantaggi nel gestire mille attività  contemporaneamente. Lo dice anche la scienza: secondo molte ricerche, il multitasking comporta alla lunga un vero e proprio esaurimento delle funzioni cerebrali.

Viviamo nell’incubo della lentezza, che viene associata allo spreco, alla stupidità, a qualcosa di sconveniente, di egoista. Passiamo le nostre giornate ricoprendo molti ruoli differenti, tenendo in piedi in contemporanea la nostra carriera, la vita familiare e la vita sociale; siamo sempre reperibili e ci illudiamo di poterci concentrare su mille cose diverse insieme e non c’è momento nella nostra giornata in cui non sentiamo il dovere di aggiornarci su quanto sta accadendo nel resto del mondo.

Anche mangiare è ormai un’attività sempre più frettolosa: nell’anno appena trascorso in Italia i pasti si sono consumati sempre più di fretta o alla scrivania: sono aumentati enormemente, infatti, gli affari per chi propone la possibilità di ordinare cibo take away con un semplice click, promettendo di recapitarlo direttamente in ufficio.

Tuttavia alla lunga il nostro cervello paga un conto cognitivo davvero salato: lo stress aumenta e la nostra concentrazione si riduce enormemente. Dobbiamo prendere spesso tante decisioni e farlo di fretta non significa sempre scegliere bene. Il bisogno di dimostrarci perfetti, capaci di gestire contemporaneamente al meglio mille esigenze e richieste ci fa forse perdere di vista noi stessi e il senso di questa corsa frenetica.

Attraverso planner, smartwatch e agende elettroniche crediamo di sincronizzare perfettamente tutti gli impegni quotidiani, ma la verità è che il tempo lo gestiamo male e quel che reputiamo assolutamente necessario o addirittura urgentissimo non lo è, altrimenti non vivremmo in un’insoddisfazione e ansia costante, non avremmo questa fame di tempo libero, scollegato da tutto, per noi e noi soltanto, non vivremmo sempre preoccupati per il futuro ma ci gusteremmo di più il presente. Lo avvertiva anche Seneca, filosofo latino vissuto nel I secolo d.C., che in una delle Epistulae ad Lucilium esortava l’amico a diventare padrone di se stesso, a liberarsi dai condizionamenti esteriori, a considerare il tempo un bene prezioso, da sfruttare in modo saggio.

Dovremmo imparare a dire no, a dire basta, a non sentirci egoisti per questo; non è possibile tenere davvero tutto sotto controllo ma è necessario delegare e, a volte rinunciare a qualcosa. Saper gestire mille impegni quotidiani e riempirci le vite di cose da fare, posti dove andare, gente da incontrare non ci rende più felici ma solo più stressati e disorientati. Dire no a qualcuno che pretende di avere sempre la nostra attenzione, che ci tiene sotto pressione,  o depennare qualche attività che produce più stress che piacere può essere la chiave per dedicare più tempo a noi stessi, a guardare negli occhi le persone a cui teniamo veramente, a giocare coi nostri figli, a far visita ai nostri nonni, a passeggiare con le mani in tasca e guardare il cielo. Tutto questo non fa di noi degli inconcludenti ma dei ricchi.

Un proposito per il 2018 appena iniziato potrebbe essere proprio questo: meno di quella fretta che ci affanna inutilmente, meno parole vuote pigiate freneticamente sulla tastiera. Che possiamo rallentare e vedere, assaporare l’essenziale, godere solo di ciò che ci rende felici davvero, senza sentirci egoisti, inadeguati, meno vincenti. Perché la vita non dovrebbe scivolarci addosso, non dovrebbe essere solo una lista di cose da fare.

Fermiamoci ogni tanto e concediamoci di stare in silenzio, di non avere un’opinione su tutto, di non riempire tutti gli spazi. Anche se le scadenze non ci danno tregua e tutto sembra crollare senza di noi, sforziamoci di chiudere dieci minuti il collegamento con l’esterno e connettiamoci solo con noi stessi. Riusciremo sicuramente a prenderci meglio cura degli altri, poi, e sapremo affrontare con più sicurezza le varie situazioni che la vita ci pone davanti.

Prendiamoci un momento di pausa consapevole per camminare e ammirare tutto ciò che si trova intorno a noi. Probabilmente ci accorgeremo di particolari mai notati prima, vedremo con occhi nuovi e, forse, riscopriremo la meraviglia.

Vita, si uti scias, longa est. = La vita, se la sai impiegare bene, è lunga. (Seneca)

About Chiara Giacomi

Nata a Verona nel 1977, ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona e l'abilitazione all'insegnamento presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Sposata, con due figli, insegna Lettere al liceo.

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