Quel disagio sociale a Sona di cui non sappiamo nulla

In questi ultimi anni il Baco ha puntato molto sull’analisi del disagio sociale che tante famiglie e tante persone vivono sul nostro territorio: a Lugagnano, Palazzolo, San Giorgio in Salici e Sona.

Si tratta di un fenomeno importante, profondo, doloroso che interessa tanti, che segna tante vite, ma che per la maggioranza dei nostri concittadini non esiste, se non come generica quanto superficiale percezione del “sì, anche a Sona ci sono persone in difficoltà”.

Ma di questa difficoltà sappiamo veramente poco o nulla.

Ci indigniamo (giustamente) per i numerosi fenomeni di piccoli e grandi vandalismi che segnano la cronaca anche nei nostri paesi, abbiamo forse una vaga percezione di alcune realtà di aiuto in favore delle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese, abbiamo sentito sommariamente qualcosa di ragazzi in difficoltà e di chi li segue. Ma in realtà non sappiamo nulla.

Nella nostra comunità vivono famiglie prive di ogni mezzo, sia materiale che morale, sul quale fare affidamento. Abbiamo giovani e giovanissimi che già rischiano di aver ipotecato ogni possibile futuro, incapaci anche di mandare una mail, di sostenere un colloquio di lavoro, di avere una relazione strutturata nel mondo degli adulti. Ragazzi cresciuti in ambienti culturalmente, socialmente ed economicamente troppo fragili. Vi sono genitori soli che non sanno letteralmente come superare le prove che la vita ogni giorno pone loro davanti, sempre più ardue da affrontare. Sono presenti situazioni di rapporti famigliari talmente deteriorati da essersi trasformati in incubi da cui scappare, dove talvolta purtroppo non mancano violenze ed umiliazioni. Abbiamo la povertà e la miseria umana e materiale letteralmente fuori dalla porta di casa.

Si tratta di un disagio profondo e radicato che non emerge, che non ci travolge, esclusivamente grazie alla preziosa e quasi invisibile opera quotidiana, continua ed importante dei servizi sociali del Comune, dei volontari delle nostre parrocchie, degli operatori di iniziative come il progetto Abc, il Progetto S.Ce.F. o il Centro Aiuto Vita.

Esiste un numero importante di problematiche complesse, sulle quali lavorano incessantemente tante persone. Per provare a dare risposte, ad aiutare, a supportare, a promuovere, a sollevare. Si registrano, fortunatamente, alcune piccole luci di speranza che ogni tanto si accendono, qua e là. E che noi proviamo anche a raccontare. Ma sono piccole luci, il buio rimane tanto.

Come cittadini dobbiamo esserne consapevoli, evitando di cadere nel facile giochino – molto in vigore soprattutto sui social – di tranciare insensati giudizi e sentenze definitive su persone, su realtà, su condizioni, su situazioni, su vite, su sofferenze private e pubbliche. Senza conoscerle, senza sapere nulla.

Piuttosto, proviamo a capire. Proviamo a chiedere. Proviamo soprattutto a dare una mano. Le possibilità sono infinite: per iniziare si può bussare alle porte del Comune, alle parrocchie, anche a noi del Baco. Non è più tempo di alibi e di nascondersi dietro un ipocrita “ma io non sapevo”.

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è uno dei quattro fondatori del Baco. Dal 2008 ricopre il ruolo di Presidente.

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