Mandare cartoline: un rito vintage da non perdere. Buon Ferragosto dal Baco!

La cartolina postale ebbe origine a metà Ottocento, in Germania, e voleva essere un nuovo mezzo di comunicazione, veloce ed economico. Ottenne subito un grande successo e, quando si trattava di brevi messaggi che non necessitavano di segretezza, finì per soppiantare la classica lettera.

Il passaggio dalla cartolina postale a quella illustrata ci fu solo in un secondo momento, alla fine del secolo, e pian piano la pratica si diffuse in tutta l’Europa, Italia compresa, dove, fino ad almeno quindici anni fa, mandare cartoline durante l’estate dai luoghi di villeggiatura era una consuetudine. In genere i postini recapitavano la maggior parte dei cartoncini colorati in agosto, visto che è nell’ultima parte dell’estate che si concentravano (e si concentrano) le ferie di tanti italiani.

Tuttavia negli ultimi anni scriverne e riceverne è diventato meno frequente, quasi una rarità. Inevitabilmente la tecnologia sta soppiantando questo rito, permettendo di inviare foto e messaggi direttamente dai luoghi di vacanza in modo istantaneo, grazie ai cellulari, quindi per molte persone non ha più senso spendere un euro o poco più per inviare un rettangolo di cartone con sopra una foto fatta da altri di spiagge, monti, monumenti, tramonti sul mare. Nonostante ciò, alzi la mano chi non prova piacere nel trovare nella cassetta della posta, accanto a bollette e pubblicità, la cartolina di un amico o di un conoscente, magari un po’ rovinata dal lungo viaggio su un aereo,un treno o un camion, con un breve ma affettuoso messaggio scritto a penna.

Chi ha almeno una trentina d’anni ricorderà sicuramente la grande cura con cui sceglieva (e magari sceglie ancora) le immagini giuste, le più adatte al destinatario, nei vari espositori dei negozi di souvenir: quelle un po’ pacchiane con brillantini e disegni infantili, quelle di design, quelle vintage per lo zio anziano, quelle con meravigliose foto d’autore, quelle spiritose per gli amici della compagnia, quelle un po’ romantiche per colpire una ragazzina o un ragazzino in particolare.

Cartoline dalla montagna e dal mare, un rito ormai perso.

Dopo aver scelto, bisognava dedicare tempo al messaggio, che, per ovvie ragioni di spazio, necessitava di sintesi. Per evitare di cadere nel banalissimo “tanti baci salati da Rimini” era fondamentale impegnarsi un po’, magari raccontare con estrema concisione un fatto spiritoso o riassumere le caratteristiche che rendevano il luogo visitato affascinante. L’importante era ed è, comunque, far capire che la persona a cui si mandano quelle parole è importante per noi.

Il valore di una cartolina, oggi come ieri, sta proprio nell’essere un piccolo gesto di attenzione verso chi la riceve; la scelta del soggetto e la cura del messaggio la rendono una pratica speciale, un modo per stringere un contatto meno freddo di quello che un sms o un whatsapp possono instaurare. Un messaggio e una foto sui social possono sembrare la stessa cosa, ma non lo sono affatto. Una cartolina rimane a lungo, può diventare un oggetto prezioso ed intimo perché rappresenta il ricordo di un’avventura, un’esperienza condivisa, un segno di amicizia e di attenzione. Può essere appesa in cucina, appoggiata su una mensola, utilizzata come segnalibro, riguardata e riletta a distanza di tempo.

Ecco perché forse potremmo riscoprire questa abitudine un po’ retrò e non farla scomparire; in questi giorni di vacanza, oltre a comprare souvenir per la nostra casa, mandare foto su Whatsapp o documentare su Instagram, ci potremmo fermare a scegliere una cartolina con cura, pensare ad un messaggio affettuoso, incollare un francobollo e imbucarlo in una cassetta rossa della posta, per farla arrivare al nonno, a cui facciamo visita meno spesso di quello che dovremmo, all’amico lontano che vediamo solo una volta all’anno, all’anziana vicina di casa che vive sola e non va al mare da tantissimi anni, ad un amico che sta attraversando un periodo difficile o semplicemente ad una persona cara, a cui dimostrare una volta in più che è speciale per noi.

Non importa se il messaggio sarà molto conciso o talmente banale da risultare quasi imbarazzante. Chi riceverà quel cartoncino colorato sarà comunque contento, sapendo che qualcuno, anche solo per un attimo e in un posto lontano, gli ha dedicato un po’ del suo prezioso tempo di vacanza in modo esclusivo e speciale, concentrando in poco spazio la gioia di un viaggio, la felicità per le ferie finalmente arrivate e magari anche un po’ di nostalgia per chi ha lasciato a casa.

E allora oggi usciamo dall’hotel vista mare, dallo chalet in montagna, dal museo che stiamo visitando, dalla sdraio su cui stiamo prendendo il sole di fronte al lago e andiamo a scegliere una cartolina per una persona a noi cara. Sarebbe bello se a Sona, quest’estate, le cassette postali tornassero a riempirsi di piccoli gesti gentili formato 10×15.

Buon Ferragosto a tutti i nostri lettori!

About Chiara Giacomi

Nata a Verona nel 1977, ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona e l'abilitazione all'insegnamento presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Sposata, con due figli, insegna Lettere al liceo.

Related posts