Ma era veramente necessario chiudere per la neve le scuole a Sona? Una riflessione sulla società che stiamo diventando

Su indicazione della Prefettura, il Sindaco di Sona Mazzi oggi pomeriggio ha firmato l’ordinanza che prevede la chiusura delle scuole presenti sul nostro territorio per la giornata di venerdì 2 marzo.

I motivi di tale chiusura sono esplicitati dal Sindaco nell’ordinanza: e sono riassumibili nella presenza di una “perturbazione atmosferica che sta colpendo il territorio comunale”, nel “perdurare delle avverse condizioni metereologiche con previsioni di precipitazioni nevose e possibile formazione o persistenza di ghiaccio anche per la giornata di venerdì”, nella considerazione che tale evento “sta creando disagi e situazioni di pericolo sulle strade comunali e sulle strade di accesso al territorio comunale” e alla luce della nota della Prefettura, che va in tale direzione.

Tutte cose sacrosante, ci mancherebbe. Ma che ci portano a pensare che si stia veramente esagerando e che stiamo velocemente trasformandoci in una società incapace di affrontare anche i più normali, e banali, disagi.

Non siamo un Paese africano, con la neve conviviamo da sempre. Anzi, è evidente che negli ultimi anni certi fenomeni atmosferici si sono addirittura ridotti di molto. E se in un inverno registriamo due nevicate possiamo definirlo un inverno nevoso.

Eppure ormai affrontiamo quello che per i nostri genitori ed i nostri nonni era solo motivo di maggiore prudenza come un evento epocale, che costringe un’intera comunità a tenere i figli a casa, al riparo da quella che sta assumendo, nella mente di molti, i connotati della tempesta perfetta. Questo causerà a tante famiglie problemi veri (chi ha i bambini piccoli e deve lavorare sta impazzendo per capire come gestire la giornata di venerdì, e non è cosa facile dall’oggi al domani) a fronte di problemi normali che potevano essere gestiti in altra maniera. Con la prudenza, con la pazienza, dandoci tutti una mano.

Nell’inverno del 1929 il nostro territorio fu investito da un freddo senza precedenti, tanto che vi sono addirittura foto d’epoca che ritraggono l’Adige ghiacciato. Il Podestà di Sona Tonelato il 27 febbraio di allora (proprio in questi giorni), ad una richiesta di chiarimenti del Prefetto sulle misure intraprese per affrontare la grave situazione rispose in una lettera “di aver riunito presso questo ufficio un comitato provvisorio di beneficenza, ed approfittando anche di fondi messi a disposizione da privati è stato provveduto alla distribuzione straordinaria di sussidi a persone bisognose. Non è mancata la distribuzione di pane a famiglie numerose e povere, distribuzione che dura tutt’ora e fino al collocamento al lavoro dei capifamiglia. Se, come spero, cesserà il maltempo, gran parte dei disoccupati sarà immediatamente collocata al lavoro dato il bisogno urgente che c’è di iniziare i lavori agricoli, come quelli della potatura delle viti ecc.”.

Avremmo preferito che il Comune di Sona, che molto bene si sta comportando nel gestire l’emergenza neve sulle nostre strade, fosse andato controcorrente e venerdì avesse tenuto le scuole aperte, come fatto da altri (pochi) Comuni della provincia.

Sarebbe stato un segnale forte anche dal punto di vista culturale e pedagogico.

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è uno dei quattro fondatori del Baco. Dal 2008 ricopre il ruolo di Presidente. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto.

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