L’estate polverosa e senza colori dei perdenti, dimenticati anche nelle strade di Sona

Esiste un’estate di famiglie che non vanno in vacanza, anche nel nostro Comune. Esiste un’estate lontana anni luce dalle foto gioiose scattate su qualche spiaggia della riviera, davanti ai bellissimi rifugi delle nostre montagne, lungo le vie scintillanti di qualche capitale europea.

Esiste un’estate minore, anche a Sona, di famiglie impossibilitate ad accedere non solo a qualche giorno di svago fuori le mura ma a qualsiasi forma anche minima di elevazione culturale e di divertimento che non sia la bruta sopravvivenza.

Esiste un’estate calda e desolatamente vuota di conforti e svaghi per tanti bambini che abitano nella via accanto alla nostra, dietro l’angolo. Che nemmeno immaginano cosa possa essere la gioia distillata e pura del trovarsi, piccoli, una mattina di sole con i piedi affondati nella sabbia, con l’immensità confortante del mare davanti e un papà ed una mamma a giocare con te sulla spiaggia. Un cerchio di perfezione quasi indescrivibile.

In questi giorni di un’estate immobile, nei quali tutti noi ci godiamo qualche meritato momento di vacanza, chi più chi meno, chi lontano chi vicino, l’immagine leggera e colorata che ci ritornano le foto sui social non è capace di raccontare l’estate delle tante famiglie di Sona che invece subiscono una vita priva di qualsiasi sapore, se non quello amaro della sopravvivenza.

Una vita dove non è concesso nemmeno alzare la testa, perché la fatica di esistere è un fardello già troppo pesante da portare. Sono tante famiglie, sono famiglie che conosciamo, che vediamo. Sono famiglie italiane e famiglie straniere. Sono famiglie che abitano qui da sempre e famiglie che sono arrivate ieri. Sono famiglie come le nostre.

Con i loro bambini, che incroci la sera magari mentre accompagni il cane a fare due passi, quando la calura feroce concede un attimo di falsa tregua e possono finalmente uscire a giocare. Bambini che guardi negli occhi, nei quali leggi lo smarrimento di chi rischia di trovarsi con un futuro già ipotecato, un destino implacabilmente perdente.

L’estate è gioia, colore, leggerezza e luce se siedi dalla parte giusta del tavolo. Se ti trovi dall’altra parte, diventa inevitabilmente polverosa immagine di cosa possa essere la disperazione. Anche nelle nostre strade.

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è uno dei quattro fondatori del Baco. Dal 2008 ricopre il ruolo di Presidente.

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