Il caso Trapani, l’astensionismo di massa e le prossime elezioni a Sona

Anche questa tornata elettorale per la scelta dei Sindaci in mezza Italia se né andata portando con sé tutti gli strascichi tipici di ogni confronto politico. Ogni leader afferma di avere vinto, oppure ha perso poco, oppure vincerà la prossima volta. I confronti si trasformano in piccoli ring dove ci si sofferma solo sulle percentuali ottenute.

Si dimentica, ma dai piccoli leader non ci si può aspettare di più, del 50% degli elettori che non ha votato perché non hanno percepito le emozioni che ogni leader dovrebbe trasmettere. E se non ci si emoziona, si abbandona il campo per demotivazione o protesta.

Emblematico e clamoroso il caso della città di Trapani, dove non è riuscito a farsi eleggere nemmeno l’unico candidato che per vari travagliati motivi è rimasto in gara. La regola elettorale stabilisce che, quando un candidato rimane solo, per essere nominato Sindaco deve andare alle urne almeno il 50% più uno degli elettori di quel Comune. Il candidato di Trapani, pur rimanendo solo al ballottaggio, non è stato eletto perché quella percentuale non è stata raggiunta. E ora probabilmente Trapani verrà commissariata. Questo dimostra quanto gli elettori si sentano cittadini attivi.

Sappiamo che quando si entra nella cabina elettorale si viene coinvolti emotivamente su tante cose che si sono vissute nella propria comunità. Coinvolgimento, attenzione, ascolto, sono spesso le componenti principali delle nostre scelte in quel preciso momento con la scheda davanti. Difficilmente si riesce a fare una comparazione dei programmi elettorali e allora diventa facile la crocetta come voto di protesta.

Queste elezioni hanno aggiunto la variabile dell’assenteismo al 50%, ma non ho sentito nei vari dibattiti molte proposte dai politici per un recupero di questa alta percentuale di voti mancanti.

Fra un anno, nella primavera del 2018, si voterà anche nella nostra comunità per la scelta del nuovo Sindaco ed è probabile che anche a Sona si manifesti il fenomeno di un’alta percentuale di assenteismo.

Non sarà sufficiente un freddo elenco di cose fatte o che si vogliono fare ma, sempre di più, sarà necessario lanciare ai cittadini, stanchi della politica, una proposta di coinvolgimento che faccia sentire importante ogni elettore, che regali una emozione, una voglia di ritorno all’impegno politico e, per cercare di riuscire nell’intento, sarebbe importante considerare il Comune il luogo della politica e non solo una azienda di gestione di servizi.

About Renato Farina

Nato a Sona nel 1951 e ivi residente, sposato con due figlie, è stato Assessore dal 1985 al 1990 nel partito di De Gasperi e Consigliere Comunale dal 2003 al 2013 in liste civiche. Ha lavorato nel campo della formazione professionale ed ora come libero professionista nel settore della sicurezza (D.Lgs. 81/88). E’ da sempre impegnato come volontario nel mondo delle cooperative sociali e in altre associazioni di solidarietà Veronesi.

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