Festeggiamo la “Settimana dell’Insegnante” riportando anche a Sona la scuola al centro del progetto educativo

A segnare ultimamente i preziosi confini di una professione sicuramente unica è stato Piero Angelo, quando nel suo ultimo libro scrive che “l’insegnante è la persona alla quale un genitore affida la cosa più preziosa che possiede suo figlio: il cervello. Glielo affida perché lo trasformi in un oggetto pensante. Ma l’insegnante è anche la persona alla quale lo Stato affida la sua cosa più preziosa: la collettività dei cervelli, perché diventino il paese di domani”.

Potremmo fermarci a queste parole per celebrare la “Settimana Italiana dell’Insegnante”, che si apre lunedì 7 e prosegue fino al 13 maggio. Fermarci all’evidenza di professionisti che si prendono cura delle intelligenze individuali dei nostri figli e, al contempo, delle intelligenze collettive di una comunità che cresce e che domani avrà la responsabilità piena del nostro futuro.

Dalle materne al periodo decisivo delle scuole elementari, con quelle che una volta chiamavamo maestre, passando per gli anni della crescita alle scuole medie e arrivando agli anni della formazione alle superiori, per poi passare all’università, gli insegnanti ci hanno accompagnato e ci accompagnano negli anni più importanti della nostra vita, quelli che determinano concretamente le donne e gli uomini che saremo.

E lo fanno con attenzione e professionalità (ci sono le eccezioni, certamente, ma sono trascurabili), mettendo ogni giorno, ogni giorno, in campo risorse umane, culturali e didattiche preziose. Portando in classe tutto loro stessi, dai bambini delle materne, poi delle elementari, ai ragazzi delle medie fino ai giovani adulti delle superiori, mettendosi in gioco continuamente in una relazione mai scontata e sempre estremamente delicata.

Non sono anni facili questi per gli insegnanti, soprattutto dovendo confrontarsi con famiglie e con genitori che troppe volte hanno completamente abdicato al proprio ruolo educativo e anche solo di semplice presenza.

Genitori che non vivono più la vita scolastica dei loro figli (e non solo quella, purtroppo) ma che poi pretendono di indicare agli insegnanti percorsi educativi e addirittura didattici di cui non sanno nulla. Quella che una volta era un’alleanza sulla quale fondare la crescita dei nostri ragazzi, genitori e insegnati schierati affianco sulla stessa sponda del fiume, ora vede incomprensibilmente troppi genitori prendere posizione acriticamente accanto ai propri figli, spostandosi sull’altra sponda del fiume, contro la scuola e contro gli insegnanti. Contribuendo irresponsabilmente ad allargare in modo drammatico quel vallo che sempre più divide la scuola e i professionisti che vi lavorano dalle famiglie che vi mandano i figli.

Chi pagherà il conto di questa deriva a cui stiamo assistendo ormai da anni? Semplice, la pagheremo tutti. Perché il rischio è quello di andare a crescere generazioni di ragazzi abituati a rifugiarsi nella scorciatoia fuggendo l’impegno, educati ad opporsi ad ogni figura di riferimento forte perché è più facile trovare le risposte che fanno comodo in qualche pagina facebook, allevati a sentirsi il centro dell’universo, saldi solo nella ricerca del proprio piacere immediato e personale, invece che parte di una comunità che vede unicamente nella collaborazione e nella condivisione un possibile futuro. E questo non per colpa solo loro, ma soprattutto per colpa di noi adulti.

Un futuro già segnato? Certo che no! Perché tanti ragazzi, tantissimi ragazzi, sono decisamente migliori di noi adulti e sanno quotidianamente sorprenderci con le loro scelte di impegno e di responsabilità. E perché tanti, tantissimi, insegnanti non hanno rinunciato a fare ogni giorno il loro lavoro, nonostante certi genitori, e continuano ad operare senza sosta con impegno, passione e professionalità. Quindi un’inversione di rotta è ancora possibile, dobbiamo però riprendere a lavorare assieme, scuole e famiglie. Anche nelle scuole del Comune di Sona.

Buona settimana dell’insegnante quindi, a tutti gli insegnanti della nostra vita. Di ieri e di oggi. Se ne incontrate uno in questi giorni osate un abbraccio, non se lo aspettano ma se lo meritano.

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è uno dei quattro fondatori del Baco. Dal 2008 ricopre il ruolo di Presidente.

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