Un libro per Natale: i consigli del Baco per leggere bene sotto l’albero (e per azzeccare il regalo)

Natale è sempre un’ottima occasione per regalare un libro, ma non è affatto scontato indovinare i gusti della persona a cui vorremmo donarlo. Se la scelta è fatta male e all’ultimo minuto, ripiegando sul primo bestseller dalla copertina sgargiante che ci si ritrova per le mani in libreria, di sicuro il dono risulterà poi poco gradito e nella maggior parte dei casi finirà per essere dimenticato sul comodino per mesi, infilato in libreria a prendere polvere o, peggio ancora,riciclato.

Il libro: “Il prodigio” di Emma Donoghue. Un romanzo storico che pone tante domande

La Recensione Emma Donoughue, autrice irlandese famosa per “Stanza, letto, armadio, specchio”, da cui è stato tratto il film “Room”, candidato agli Oscar 2016, con “Il prodigio” scrive un romanzo storico ambientato nella cattolicissima Irlanda, a metà dell’Ottocento, in uno sperduto e povero paese rurale delle Irish Midlands. Qui arriva Lib Wright, una giovane infermiera […]

Il libro: “On writing” di Stephen King. Autobiografia di un mestiere

“Se volete diventare scrittori – sostiene – dovete leggere e scrivere un sacco. Che io sappia, non ci sono alternative o scorciatoie.” Ciò è dimostrato dalla sua tabella di marcia rigorosa. Sostiene di scrivere da sempre tutti i giorni,soprattutto al mattino, anche a Natale e nel giorno del suo compleanno. “Per me il vero lavoro è non lavorare. Quando scrivo è un gioco continuo,dove persino i momenti peggiori sono una goduria”.

Il libro: “L’educazione” di Tara Westover. Quando l’istruzione permette il riscatto di una vita

Questo romanzo, che vi terrà incollati alle pagine, è la storia autobiografica della sua autrice, Tara, nata ai piedi di un monte, in Idaho, da una famiglia di mormoni integralisti. Tara non ha mai visto un dottore, non si è mai vaccinata, non va a scuola, mette gonne lunghe fino alle caviglie o jeans sformati, non ha amici ma sette fratelli più grandi. E’ nata nel 1986 ma la sua venuta al mondo non è mai stata registrata; fino alla giovinezza rimane priva di un certificato di nascita e, quando si rende necessario averne uno, sembra che i suoi genitori non ricordino esattamente quando è il suo compleanno. Tutto questo perché suo padre è un fanatico religioso disturbato, che si guadagna da vivere raccattando rottami in una discarica, e sua madre una donna sottomessa, dedita all’erboristeria.

Il libro: “I ragazzi del massacro” di Giorgio Scerbanenco. Un giallo affascinante ambientato nella Milano degli anni Sessanta

Giorgio Scerbanenco ha scritto un gran numero di gialli che risultano ancora godibilissimi e per tanti versi attuali, sebbene siano passati cinquant’anni dalla loro prima pubblicazione. Tutti imperdibili, tutti intrisi di amarezza, dove appare molto chiaro che non basta essere onesti e buoni per meritare un pizzico di felicità e che la serenità spesso si conquista briciola dopo briciola e a volte si paga molto cara.

Il libro: “Come una famiglia” di Giampaolo Simi. Un noir potente sul rapporto padri e figli nella società liquida

Giampaolo Simi è un autore di noir, che, pur scrivendo da anni romanzi estremamente interessanti e coinvolgenti, non è ancora così famoso come meriterebbe. “Come una famiglia” si ricollega in parte ai fatti accaduti nel precedente libro da lui pubblicato, “La ragazza sbagliata”, dove, tra le altre cose, si racconta che il protagonista, il malinconico ex giornalista Dario Corbo, si stabilisce in Versilia, presso la lussuosa proprietà della figlia di un artista famoso, per lavorare alle sue dipendenze. Le vicissitudini di Dario continuano anche in “Come una famiglia”, in quanto qui viene raccontato il suo essere padre di un giovanissimo e promettente difensore di Lega Pro.

Il libro: “Eleanor Oliphant sta benissimo” di Gail Honeyman. Quando la gentilezza ti salva dal baratro della solitudine

Capita a tutti di sentirsi soli. Oggi più che mai, nonostante città affollate, luoghi di lavoro con open space, locali aperti quasi ventiquattr’ore su ventiquattro, connessioni velocissime e social su cui tutti vogliono seguire ed essere “amici” degli altri, la paura più grande è quella di sentirsi isolati, esclusi. Sperimentare momenti di solitudine, anche se abbiamo una famiglia, amici e un’agenda fitta di impegni, ci spaventa tantissimo e siamo pronti a fingere interesse per attività e persone che non ci piacciono davvero, ad annoiarci e ad impiegare mille energie pur di riempirci le giornate e allontanare quella sensazione di vuoto e silenzio, che ci fa sentire inadeguati e rifiutati. La solitudine oggi viene spesso elusa ma quasi mai affrontata.