Cosa insegnano le reazioni al dramma di Genova? Una riflessione su Sona

Un ponte altro non è che, per analogia con la nostra realtà locale, una strada da asfaltare, un dosso troppo o troppo poco alto, una casa di accoglienza per immigrati che dovrebbe o non dovrebbe esserci, una raccolta rifiuti che potrebbe essere migliore e che paga il dazio dell’inciviltà, una rotonda che potrebbe essere fatta meglio, una concessione pubblica che potrebbe essere gestita meglio, la richiesta di più vigili  da ergere a difensori dell’incolumità pubblica, un’ambulanza che non arriva in tempo. E chi più ne ha più ne metta.

Elogio di Glenda e di chi sa costruire fragili passerelle nelle nostre strade e nei nostri paesi

Anche nel nostro Comune, a Sona, esistono realtà di sofferenza vera, di forte disagio, di fatica di vivere. Sono numerose, ben più numerose di quello che possiamo pensare. In alcuni casi sono fatiche evidenti, in altri casi sono sofferenze nascoste. Ma esistono, e segnano profondamente la realtà della comunità nella quale viviamo talvolta inconsapevolmente.

Il nuovo Consiglio comunale di Sona appare geograficamente rappresentato. Gli interrogativi sono altri

Domani verrà ufficialmente costituito il nuovo Consiglio comunale che nel prossimo quinquennio sarà chiamato ad amministrare il Comune di Sona. Nonostante inzialmente la nomina della giunta sia stata fatta “in bianco”, cioè senza le relative deleghe, fatto lecito ma assolutamente insolito, i nomi e le competenze affidate ad Assessori e Consiglieri sono ora noti.

Un’estate senza mondiale a Sona e un appuntamento da prendere (per tempo)

Certo, ora tutti facciamo gli indifferenti, magari tifiamo Islanda per simpatia, o Germania per riverenza sportiva, oppure l’eterno Brasile perché non si può non amare i campioni carioca. Oppure non tifiamo nessuno e guardiamo qualche partita (poche, eh!) con l’indifferenza sonnolenta con la quale assisteremmo ad un torneo di biliardo. E magari l’un l’altro ci confidiamo che, in fondo, non ce ne importa nulla.

Bonus Cultura: opportunità o spreco? Una riflessione da Sona sui giovani e sul futuro di questo Paese

In un Paese dove troppi giovani non vengono stimolati e leggono pochissimo, conoscono così così le lingue straniere, non terminano l’università, si cibano di tv spazzatura e fake news, bivaccano nei centri commerciali, sono costretti ad emigrare per trovare un impiego decente, la “18app” è un’iniziativa lodevole, un’opportunità per molti di aprire la mente, attraverso l’acquisto di un biglietto per una mostra o un concerto, un libro per prepararsi ai test universitari, un romanzo, un ingresso a teatro, la visita di un sito archeologico.