“Ecco come sogniamo Lugagnano”: premiate le trenta opere del concorso “Il quartiere che vorrei”

Giovedì 24 maggio, presso il Parco don Gnocchi di Lugagnano, si è tenuta la cerimonia di premiazione del concorso “Il quartiere che vorrei”, promosso dal progetto ABC e sostenuto dall’Amministrazione Comunale. A giudicare le opere una qualificata giuria composta da esponenti della nostra comunità impegnanti a vario titolo negli ambiti della cultura, dell’animazione e del [...]

Se i ragazzi di Lugagnano ci ricordano che nessun uomo è un’isola. Riflessioni su un concorso

Il grande poeta John Donne, vissuto a cavallo tra il 1500 ed il 1600, scrive che “Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto.”. Una considerazione semplice ma che se considerata nella sua portata ha un impatto formidabile, tanto che lo stesso Hemingway la pone come incipit del suo capolavoro Per chi suona la campana.

Festeggiamo la “Settimana dell’Insegnante” riportando anche a Sona la scuola al centro del progetto educativo

Dal periodo decisivo delle scuole elementari, con quelle che una volta chiamavamo maestre, passando per gli anni della crescita alle scuole medie e arrivando agli anni della formazione alle superiori, per poi passare all’università, gli insegnanti ci hanno accompagnato e ci accompagnano negli anni più importanti della nostra vita, quelli che determinano concretamente le donne e gli uomini che saremo.

Un giovane uomo di Lugagnano, l’umiltà e lo stile del nostro agire pubblicamente

Un giovane uomo che abita a Lugagnano, molto attivo nel volontariato, mi spiegava che per i musulmani il bene che si fa per la comunità assume un valore maggiore quando chi ne è l’autore rimane anonimo. Un precetto molto simile a quanto contenuto nel Vangelo di Matteo, dove Gesù insegna che “quando tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra”. Precetti religiosi, ma anche profondamente laici, che devono coinvolgerci tutti anche nel nostro impegno pubblico a Sona.

Metti una serata a parlare di emozioni con il più improbabile dei gruppi. Perché la vita è sempre una sfida

Quello di cui siamo stati partecipi è stato uno di quei piccolissimi, nascosti, invisibili miracoli che, fortunatamente, capita ancora di vivere nelle pieghe delle nostre esistenze sempre irrimediabilmente compresse da cose da fare e da impegni a cui dare corso. Michele ci ha presi per mano e ci ha condotti, tutti quattro, in una dimensione emozionale del tutto slegata dai fardelli con i quali siamo entrati in quella sala. Che ci ha costretto a toglierci dalle spalle.