Incontriamo a Lugagnano Mattia Tavormina, presidente del primo Vespa Club comunale: perchè vespisti si nasce

Lo scorso maggio si è tenuta l’inaugurazione del Vespa Club di Lugagnano: un evento che ha visto riunite vespe da Bovolone a Caprino. Con pane e sopressa e Y.M.C.A dei Village People di sottofondo, si è creata un’atmosfera che sapeva di casa.

Mattia Tavormina, presidente del Vespa Club di Lugagnano, ci racconta quindi di un mezzo in grado di riunire persone da tutto il mondo. “Una passione è un insieme di… non saprei. Io ci metto tanto sentimento, la volontà di migliorare sia rispetto a me stesso sia nei confronti degli altri. La passione può essere vista come un’esperienza di vita. Dopo ognuno se la vive a modo suo. La passione è qualcosa che non ti deve stancare: non un ‘Ho finito il lavoro e devo andare in vespa’ bensì un ‘Ho finito il lavoro, mi rilasso e quindi vado in vespa’”.

Mattia Tavormina, presidente del Vespa Club di Lugagnano

Ci sono persone che si appassionano alla musica, chi allo sport. Perché tu ti sei appassionato alla vespa?

La vespa mi è sempre piaciuta come mezzo di trasporto. La passione mi è venuta dal modo in cui vivono i ragazzi la vespa e il gruppo dei vespisti: siamo tutti amici. Se una vespa si ferma per strada perché ha un problema e passa un vespista, lui si ferma al cento per cento anche se non ti conosce. Se invece uno scooter o una qualsiasi altra moto si rompe, non si ferma nessuno. Tra vespisti invece scatta questa amicizia anche se non ti conosci.

La vespa quindi si può dire diversa da un’altra due ruote: ma cos’è esattamente ciò che la rende unica?

Secondo me il fatto che è un mezzo che non corre e che esiste da una vita: io ho una vespa più vecchia di me! Sembra strano usare un mezzo (io ce l’ho dell’81) che, a parte le ruote, le gomme e i freni, ha la scocca, il motore, addirittura la mia, le maniglie e le manopole ancora dell’81. Sembra impossibile ma è così. E ci sono vespe ancora più vecchie! Un po’ come chi ha la passione di fare il dj: un conto è suonare col vinile un conto con il lettore, sono due mondi e due suoni completamente diversi.

E tu che sei così appassionato da questo mezzo, cosa provi quando guidi una vespa?

Non c’è un sentimento particolare, te godi! Già la compagnia in se è bella e poi è un modo di svagarsi: quando finisci il lavoro e sei stanco anziché tornare a casa prendi su e vai a farti un giro.

Come dicevi prima, la vespa è un mezzo che esiste da una vita. Pensi sia meglio una vespa presa due anni fa o qualche decennio fa?

Non sono paragonabili per una questione di articoli della strada (i freni a disco, i motori, ecc). Le vespe di adesso sono completamente diverse quelle di una volta. Se potessi scegliere però prenderei la vecchia.

Qual è invece il modello di vespa che ti piace di più?

Sono tutte belle ma personalmente preferisco la Primavera et3. Poi ogni vespa ricorda un periodo: per esempio la 125 spring l’hanno fatta solo dal ‘62 al ‘68. Più vecchia ce l’hai, più ha valore e più sei un figo. Mi piacciono molto poi le persone che personalizzano il proprio mezzo: all’inaugurazione del Vespa Club di Lugagnano per esempio c’era una vespa con lo specchietto in basso sopra ai pedali. Oppure un’altra viola ma con i pedali e i cerchioni verdi. Scopri sempre cose nuove!

Perché hai deciso di fondare questo club? Come si svolgeranno poi i vari eventi?

Io ho questa passione, a Lugagnano non c’era niente, mi sono trovato con altri miei due amici che condividevano questa passione e abbiamo deciso di provare a creare questa cosa. Agli eventi potrà partecipare chiunque abbia una vespa. Di solito però ai raduni ci va chi è affiliato a un vespa club, perché se no ci vai e non conosci nessuno e puoi essere un po’ “tagliato fuori”. Qua non abbiamo iscrizione, ma se vai ai raduni più grossi servono tessere e pagamenti per organizzare il giro, il pranzo ed eventualmente l’aperitivo. Con il Vespa Club di Lugagnano quest’anno non credo si riesca a organizzare niente di eclatante oltre all’inaugurazione. Certamente si organizzeranno uscite (indicativamente due al mese) probabilmente con partenza dalla chiesa. Adesso siamo già in venti iscritti e la sede è qui al bar Manas Cafè. In ogni caso i vari eventi e foto verranno postati sulla pagina Facebook “Vespa Lugagnano” e abbiamo anche un gruppo Whatsapp.

Nonostante la tua grande passione e il sostegno di due tuoi amici, creare una nuova associazione è comunque un bell’impegno: quali sono le tue preoccupazioni per il futuro del club in quanto presidente?

L’unica difficoltà è che ormai siamo tutti pieni di impegni e pensieri: chi arriva a fine mese e chi no, chi ha famiglia, ecc. La mia paura è che alla fine si, si iscrivono al club ma poi ne perdi la metà. Sarebbe bello che la vivessero tutti come la vivo io: anche se ho impegni cerco di liberarmi. Poi appunto c’è chi ha lo sport, chi i fioi, chi la moier o la morosa che rompe le scatole e chi il lavoro. Ad esempio di solito si va via il sabato e la domenica e io, avendo un bar, come lavoro sono già fregato. Poi mi piace organizzare l’evento, organizzarlo per gli altri e vedere se piace o no, in caso cambi. Io poi sono uno che il lunedì scrive “Oh chi vuol partire ci troviamo stasera alle 18.30 e si va sul lago a mangiare una pizza”. Parti anche in cinque, ma parti. Quello è il bello. Poi se lo crei e ci riesci hai anche più soddisfazione. Sono sfide che nella vita servono. Se puoi toglierti delle soddisfazioni, toglitele! Se no rimarrai sempre col dubbio.

Oggigiorno si vedono ogni tanto le ragazzine che corrono dietro ai ragazzi più grandi che hanno “la moto grossa”. La vespa invece ti aiuta ogni tanto a rimorchiare?

Non so i ragazzi, ma io ormai sono nella parte dei vecchi. Poi non mi è mai capitato che una ragazza mi fermasse perché ho la vespa! Essendo inoltre una moto vecchia può capitare che “faccia i capricci” e quindi lì non fai una bella figura. Mi ricordo quella volta che sono rimasto a piedi al raduno mondiale di Saint Tropez! E il bello però è anche quello. Con gli scooter di adesso non rischi di rimanere a piedi. Con la vespa invece inizi ad avere quel qualcosa di “magari resto a piedi boh… ma si vediamo, partemo stesso!”. Dopo magari hai la fortuna di avere qualche amico che sa metterci le mani (perché io sul motore non so metterci le mani). Un po’ di attrezzi servono sempre quando stai via tanto… io no: chiamo l’Aci (Automobile Club d’Italia)!

 

About Maddalena Marchi

nata il 15 Giugno 1999 a Verona e residente a Lugagnano. Studentessa presso il liceo scientifico G. Fracastoro (VR). Una piccola sognatrice che vive tra la musica e i vecchi film. Collabora con Il Baco da Seta dal maggio 2017

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