Il verde pubblico a Sona e la progettazione urbanistica: una riflessione partendo da un editoriale del Baco

Possiamo fare in modo che la storia di Bouffier abbia un seguito anche nel nostro Comune? Sul numero 93 del Baco, pubblicato lo scorso ottobre, un interessante editoriale a firma di Alfredo Forlin, citando un evento di altri tempi occorso in Francia, scriveva del cambiamento del paesaggio delle nostre zone visto dall’alto (in quel caso dal campanile della chiesa parrocchiale di Lugagnano non più presente) che mostrava una distesa di alberi, ora presenti in scarso numero.

L’editorialista proponeva alcune iniziative per migliorare la condizione attuale.

Fra tutte, una salta all’occhio del lettore, quella che propone di piantare un albero per ogni bambino che nasce. Ciò che ai più non è noto è che la legge n.113, del 29 gennaio 1992, dispone che i Comuni provvedano in tale senso. Inoltre una nuova legge, la 10 del 14 gennaio 2013, ha riconfermato con modifiche tale norma, che i Comuni in buona parte avevano disatteso.

Nelle foto le piante messe a dimora dal Comune lungo la pista ciclabile all’ingresso di Lugagnano (Foto Pachera).

Le modifiche apportate prevedono che debbano osservare tale norma i Comuni con popolazione superiore ai 15mila abitanti e che le piantumazioni debbano avvenire non entro sei mesi dalla nascita del singolo bambino, bensì nei tempi consentiti dalla stagionalità e dalle condizioni climatiche.

L’impegno affidato ai Comuni è senz’altro molto oneroso, ma ci auguriamo che la norma venga rispettata da Sona e dalla maggior parte delle Amministrazioni comunali. L’argomento merita però di essere ampliato prendendo in considerazione anche la programmazione urbanistica della quali abbiamo scritto sul Baco lo scorso mese di settembre.

Tali strumenti aiutarono negli anni la pianificazione dei verdi pubblici e tentarono di mettere un freno alla vocazione urbanistica, eccessivamente espansionistica, soprattutto nella frazione di Lugagnano.

La legge regionale, quando il Comune adottò il Programma di Fabbricazione nel 1973 ed il Piano Regolatore Generale nel 1979, disponeva che i Piani urbanistici comunali prevedessero di mettere a disposizione della Comunità in un primo momento 15 mq. di aree verdi di utilizzo comune e 3 mq. all’interno delle lottizzazioni per abitante (successivamente elevati rispettivamente a mq.18 e mq.5). Nel 1969 le aree a servizi nel Comune erano pari mq. 38.338 (5,37 mq. per abitante). Il Piano Regolatore Generale progettò di acquisire mq.349.830 di verde comune per i 19.435 abitanti che prevedeva di insediare al 1994.

In effetti l’obiettivo dei 19mila abitanti fu ottimistico ma nel 1993, anno nel quale il Comune mise mano alla Variante generale del P.R.G. vigente, risultarono acquisite aree ad uso pubblico pari mq.363.163, anche se risultavano insediati solamente 12.662 abitanti.

All’interno di tale obiettivo i parchi di quartiere, quale è il Parco Don Gnocchi a Lugagnano che l’Amministrazione progettò e costruì nel 1980 nell’area centrale della frazione assieme ad altri tre, uno per ognuna delle altre frazioni del Comune, furono una novità per l’epoca.

In quegli anni si ritenne che l’edilizia fosse trainante per l’economia locale ed il nostro territorio era molto appetibile per la vicinanza alla città e ad importanti infrastrutture oltre che per la bellezza delle aree collinari. Sul finire del secolo, e soprattutto con l’inizio del nuovo, sono cambiate le aspettative economiche e maturò la convinzione che l’urbanizzazione di espansione dovesse essere limitata e le aree a verde pubblico ed a servizi per il tempo libero, aumentate.

Il P.A.T., Piano di Assetto territoriale, recentemente approvato, che è subentrato al P.R.G, pare colga pienamente le indicazioni e le necessità del territorio e dovrebbe negli anni raggiungere obiettivi di vivibilità indicati nell’editoriale di Forlin.

Piantare alberi per ogni bambino che nasce, che a Sona sono in media 160 ogni anno, eliminare i piccoli spazi verdi delle vecchie lottizzazione, retaggio di una regolamentazione urbanistica inidonea, rivalutando e creando nuove ampie aree verdi attrezzate di frazione, questa la strada maestra.

About Renato Salvetti

Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come Assessore e Sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune dal dopoguerra ed ha collaborato a pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.

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