Il cane è davvero il migliore amico dell’uomo? L’importanza di volersi bene

Si sente parlare spesso di pet therapy. La Regione Veneto, nel suo Manuale Operativo Regionale, la definisce “una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo. Nei bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici, il contatto con un animale può aiutare, infatti, a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto”.

Diverse ricerche dimostrano l’efficacia di questo tipo di terapia soprattutto nel trattamento di disturbi gravi come l’autismo nei bambini o la demenza negli anziani, in cui i pazienti hanno difficoltà relazionali e comunicative molto importanti.

La pet therapy è utile anche a ridurre leggeri sintomi ansiosi o depressivi: occuparci di qualcuno ci fa sentire più efficaci, tornare a casa e trovare il gatto che ci fa le fusa ci fa sentire meno soli, portare fuori il cane ci permette di fare un po’ di movimento all’aria aperta e talvolta di socializzare. Avere un animale domestico è indubbiamente qualcosa che può contribuire ad aumentare il nostro benessere e a migliorare la qualità della nostra vita. Come si può immaginare, l’ingresso di un animale domestico in casa e in famiglia può essere vissuto in diversi modi.

Ad un estremo troviamo chi considera l’animale poco più di un oggetto, qualcosa a cui mettere un bel fiocco al collo per Natale per far felici i bambini. Ma col passare dei mesi l’animale perde quell’aspetto da cucciolotto indifeso e il padrone perde l’entusiasmo per la novità: il peso di doversi occupare del nuovo arrivato inizia a farsi sentire. Se abbiamo preso un cane, per esempio, dopo qualche mese portarlo fuori tutti i giorni, d’estate come d’inverno, inizia a pesarci. Quando poi arrivano le vacanze estive e ci rendiamo conto che in quella spiaggia in cui siamo sempre andati è vietato l’ingresso ai cani… bè quello che succede purtroppo è sotto gli occhi di tutti, tutte le estati.

All’estremo opposto troviamo invece chi considera l’animale non solo qualcosa che contribuisce ad aumentare il nostro benessere e a migliorare la qualità della nostra vita, ma qualcosa da cui il nostro benessere e la qualità della nostra vita dipendono totalmente.

Il cane non è solo un membro a tutti gli effetti della famiglia, ma ne è il membro principale, quello attorno a cui tutta la famiglia ruota. Spesso ha nomi esotici o veri e propri nomi di persona. Ha una cuccia all’aperto, ma non ci ha mai dormito perché quando era piccolo era troppo piccolo, quando fa freddo fa troppo freddo, e quando fa caldo fa troppo caldo. Mangia solo le crocchette di una certa marca, perché quelle dell’altra marca non gli piacciono, ma a volte è il padrone stesso che gliele prepara perché “con il bimby si fa presto, spendi uguale e sono più sane”.

A volte ha un suo profilo facebook, e in ogni caso è il protagonista indiscusso di quello del padrone. Il suo nome e la sua foto vengono usati anche su whatsapp. Mi è capitato diverse volte di ricevere un messaggio e di leggere sull’iPhone “Messaggio da Fido” (Fido è ovviamente un nome di fantasia che uso per proteggere l’anonimato delle persone in questione… D’altra parte nessun cane si chiama più così!).

Questo modo di vivere l’animale domestico, pur avendo degli effetti positivi sul breve termine, ha purtroppo effetti negativi sul lungo termine. Mi è già capitato di veder arrivare, in terapia, persone che si rivolgevano a me per elaborare il lutto causato proprio dalla morte del proprio animale domestico.

Forse questo ci può suonare eccessivo, ma se pensiamo che per alcune persone l’animale domestico diventa, come dicevamo, qualcosa da cui il nostro benessere e la qualità della nostra vita dipendono totalmente… Beh, è facile intuire che cosa possa succedere quando questo viene meno. Come evitare di cadere in questo tranello? Forse, prima di cercare il nostro migliore amico in un animale, sarebbe meglio cercarlo in noi.

About Paola Spera

Nata a Verona il 3 febbraio 1981. Originaria di Lugagnano, lavora come psicologa psicoterapeuta. Collabora con il Baco dal 2010.

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