Centro Aiuto Vita di Lugagnano: trentun volontari per sostenere le famiglie e promuovere la Vita

Mi muovo sul territorio del nostro Comune da oramai sette anni, per interviste di ogni genere: di solito le domande le faccio io.

Ma con Piergiorgio Vacchini, per la prima volta, la chiacchierata è iniziata con una domanda del mio interlocutore. “È del Centro Aiuto Vita, o della Vita in generale, che vuoi parlare?”. Forse in questo caso il giusto approccio, come dice lui rispondendosi da solo, è la via di mezzo. Del Centro Aiuto Vita già si è parlato sul nostro giornale, in occasione della nascita nel settembre 2013 e di tutti gli eventi organizzati per appoggiare la crescita di questo gruppo che, a piccoli passi, quest’anno è diventato a tutti gli effetti Associazione e sta attendendo anche il riconoscimento regionale.

A fronte di questo cambiamento, è stato inoltre inserito un direttivo di sette persone che, dice fiero Piergiorgio, è composto da membri di un po’ tutti i paesi coperti dal Centro. Si parla di un totale di 31 soci volontari, tutti operanti, al fine di sostenere famiglie in difficoltà e soprattutto al fine di promuovere la Vita. 

A questo proposito vedo che per la nostra chiacchierata Piergiorgio si è preparato, anche con articoli che toccano argomenti molto profondi.

Secondo questo articolo, la percentuale di aborti a livello ambulatoriale è in forte calo. Questo dato da solo tuttavia non ci dà un quadro completo perché se allarghiamo leggermente il campo e analizziamo la situazione nella sua interezza, scopriamo che c’è un calo delle nascite e inoltre, compatibilmente con quello che dice la Legge 194, ora il metodo più scelto per l’aborto è la via farmacologica.

Basta pensare che la vendita delle confezioni di pillole abortive nell’ultimo anno è salito da 16697 confezioni a 83346. Il nostro obiettivo, prima ancora di sostenere persone in difficoltà, è sensibilizzare e ricordare a ragazzi e giovani adulti nella fattispecie, ma anche adulti, che la Vita è un mistero e un miracolo. Ho inserito anche gli adulti nel mio discorso perché non è solo un dibattito che coinvolge l’aborto e quindi tendenzialmente la fascia più giovane, ma è anche una questione di razzismo. Recentemente abbiamo fatto una conferenza stampa per comunicare le novità e la cosa che più mi ha colpito è che la prima domanda è stata ‘Quante famiglie straniere sostenete?’. Posso, senza nessuna presunzione, dire che nello spirito del volontariato mi interessano poco i numeri, specie la percentuale di stranieri che aiutiamo, perché quando ti si presenta una mamma con un bimbo, o con il pancione, l’unica cosa importante è che c’è vita e va sostenuta, accompagnata e preservata. Non importa il colore della pelle o il motivo per cui ci viene chiesto aiuto: il volontariato, a maggior ragione in questo ambito, deve essere incondizionato.

Le realtà che vediamo noi descrivono quadri di disagio, disagio che non è necessariamente da ricercarsi nel materiale, anzi, anch’esso a monte nasconde una problematica sociale, come l’emarginazione, la solitudine, insomma, un disagio a livello relazionale.

Il banchetto del Centro Aiuto Vita alla sagra di Lugagnano. Sopra, il Direttivo del Centro di Lugagnano.

Parlando dunque del loro volontariato, volgiamo gli occhi ai fatti. Il Centro Aiuto Vita è un’associazione che si pone l’obiettivo di coprire tutto il territorio del Comune di Sona, Bussolengo e Pescantina. Nell’ultimo anno ha visto nascere dodici bambini e più in generale ha seguito in media una sessantina di mamme (intese come ragazze madri, madri single, ma anche madri con un marito), dalla gestazione fino ai 3 anni di vita dell’infante, fornendo beni di prima necessità per quest’ultimo, come vestiti, biberon, farmaci da banco, giocattoli e anche tutto quello che è previsto per l’alimentazione.

A questi beni di prima necessità provvedono con le donazioni di famiglie che non fanno più uso di certi oggetti (ed il fatto che riescano a starci con queste significa che molte persone sono sensibili), ma anche con progetti messi in piedi con altre associazioni, nel caso dei farmaci, e con fondi, nel caso degli alimentari. Oltre al supporto economico, l’associazione offre due momenti interamente dedicati all’ascolto in gruppo, perché queste persone possano offrirsi prima di tutto aiuto reciproco, confrontandosi tra di loro e chiedendo aiuto anche a noi.

L’impegno richiesto ad ogni volontario – ci spiega Vacchini – non è solo di presenziare a questi gruppi di ascolto ogni tanto; è pure importante che, nel limite delle loro possibilità, aiutino nella raccolta delle donazioni, nella preparazione degli scatoloni degli abbigliamenti e quindi che siano disposti a fare lavoro ‘da magazzino’.

Inoltre, non è raro che ci siano da seguire dei corsi di aggiornamento, di formazione, o che sia richiesta la loro presenza ad incontri con tutti i soci e il direttivo. Questi impegni sono dovuti al fatto che ci teniamo ad aggiornarci, con la voglia di dire in giro che ci siamo per chi ha bisogno, ma anche per chi vorrebbe darci una mano!

Ciò è possibile perché piano piano l’Associazione, già quando tale appellativo non era ufficiale, aderiva e cooperava con la Rete Per la Vita, ovvero la rete creata tra le varie associazioni che lavorano come il Centro Aiuto Vita nelle altre zone di Verona. Uno dei recenti progetti a cui hanno aderito insieme ad esempio, è la pagina su Facebook che fra poco verrà gestita a turno dalle varie associazioni, per garantire, a chi ha bisogno di fare domande, una risposta in tempi brevi. Inoltre, come prima veniva citato, l’Associazione fornisce anche farmaci da banco, questo è reso possibile dai contatti con la Fondazione RAVA, che organizza eventi a livello nazionale per la donazione di farmaci per i più bisognosi.

A Verona questi farmaci vengono destinati appunto alla Rete Per la Vita, che a sua volta organizza una volta a settimana con dei farmacisti volontari un servizio farmaci. Un ultimo progetto di quest’anno, molto importante perché riguarda il Centro di Lugagnano da vicino, è la realizzazione di un sito internet, www.cavlugagnano.it, che contiene anche la Carta dei Servizi, per poter mettere nero su bianco tutto quello che possono offrire.

Questo è il primo anno in cui davvero ci siamo spinti anche sul ramo della sensibilizzazione. Quando abbiamo iniziato, avevamo bisogno di tempo per formare i volontari, per organizzare gli impegni e i magazzini. Ora che la macchina è stata rodata – conclude Vacchini -, siamo pronti ad esporci un po’ di più. Mettere per iscritto la Carta dei Servizi ci ha fatto rendere conto della varietà e quantità di servizi che già ora facciamo e ci rende orgogliosi di quello che siamo riusciti ad ottenere e di quello che siamo a tutti gli effetti diventati!

About Veronica Posenato

Nata il 6 agosto 1996. Diplomata al Liceo Scientifico A. Messedaglia di Verona nell’anno 2014/2015. Attualmente, studentessa di Infermieristica all’Università degli Studi di Verona. Scrive per Il Baco Da Seta dal 2009.

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