Cani sul lavoro e negli uffici pubblici: può essere un’idea anche a Sona?

Ci sono cani e cani, Comuni e Comuni. Ma la verità è che ci sono persone e persone.

La recente idea del Comune di Genova di far sì che i dipendenti possano portare con sé al lavoro il loro amato animale, si aggiunge alle numerose iniziative già da tempo in essere per far conoscere da vicino i vantaggi che si possono trarre da essi e dalla loro vicinanza.

In questo caso si parla di benessere aziendale che, nell’accezione più ampia, mira anche al miglior profitto: sto meglio è uguale a lavoro meglio. Sempre tenendo conto degli altri: qualcuno ha delle allergie? Sono cani educati? Qualcuno ne ha timore? Insomma le regole del vivere comune che dovrebbero accompagnare qualsiasi scelta.

Detesto le cacche dei cani, quanto le lattine di birra nei parchi, lede la mia libertà un cane che abbaia di notte (quindi mal gestito) quanto un bambino che urla in un ristorante (quindi male educato).

Io guardo con ottimismo ed invidia le realtà aziendali dove non c’è un cartellino da timbrare, dove ognuno è rispettoso del lavoro altrui tanto da preoccuparsene. Ambisco ad un mondo fatto di molteplici convivenze pur sapendo che la strada è impervia.

Ma credo che l’Assessora di Genova che ha lanciato l’idea abbia ragione: aprire la porta ai cani ben educati nei posti di lavoro, cosi come nei musei, nelle fiere, possa solo far venire voglia di avere un cane.

Perchè è inutile: solo se lo conosci da vicino puoi capire che si può essere diversi da quelli che li abbandonano, da quelli che li fanno sporcare in giro, quindi questo potrà voler dire più adozioni. E quelli a cui i cani, i pipistrelli i gatti i criceti, non interessano, possono pretendere il dovuto rispetto ma senza giudizio reciproco.

Ah, la società civile! Ditemi che si può! Ditemi che le persone possono vivere insieme a bambini e cani senza per questo avere ragione gli uni sugli altri. Ditemi che queste possibilità future invoglieranno le persone a frequentare corsi per cani difficili allo scopo di lavorare con loro e il mondo sarà più semplice, e anche più pulito. Dentro e fuori.

Ps. Vale per tutti tranne che per la mia bassotta che mi sta guardando scrivere, lei negli uffici potrebbe fare solo la tritadocumenti e a scuola di comportamento l’hanno appena bocciata.

About Monia Cimichella

Nata a Fermo (AP) il 21 dicembre del 1968, vissuta a metà tra Lugagnano e il resto del mondo. Appesa da sempre tra l'imparare e l'insegnare, non a caso si occupa di formazione per adulti.

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